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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

L’esercito silenzioso

Silvia Dumitrache. Immagine tratta da Dumitrachesilvia.wordpress.comdi Simona Peroni - 

Si, sono un vero esercito! Sono circa 1milione600mila persone, di cui i 4/5 donne ed il 77% straniere: sono le nostre badanti. Donne e uomini che hanno lasciato il loro Paese, i loro affetti per cercare di sopravvivere e permettere una vita modesta, ma dignitosa, a tutta la loro famiglia. Sono romene, ucraine, filippine, moldave, marocchine, polacche, russe ed anche salvadoregne, equadoriane, peruviane.

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La Terra ha la febbre? Al contrario…

Venturing out on the sea ice north of Greenland as part of the 2014 campaign to validate measurements from CryoSat. Credit: P. Nyquistdi Lorenzo Testa - 

Sulla tv satellitare c’è un canale meteo 24 ore su 24. Avevo qualcosa di simile quando ero bambino, si chiamava finestra, bastava aprirla la mattina e sapevi che tempo faceva, ma ormai i tempi sono cambiati.
Oggi, siamo un po' tutti esperti di meteo, non solo perché tra programmi televisivi, internet per non parlare dei giornali, invasi da ogni dove su informazioni sul tempo, ma alla fine, come dimostrano le previsioni di questa estate, il vero meteo che conta è quello che viviamo in prima persona.

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Pagliuzza

Fascine di paglia di riso. Autore: Greendi Michael Barons - 

Noi tutti viviamo lavorando, mangiando, bevendo.
Ci svegliamo la mattina pensando al da farsi quel giorno, e lo facciamo.
Andiamo a letto la sera riassumendo gli avvenimenti della giornata.
Le cose fatte, quelle buone, quelle meno e quelle che forse vogliamo fare il giorno dopo.
Tutto si svolge come sia normale.
Normale che camminiamo, vediamo, pensiamo, parliamo.
Insomma ci sembra che sia normale che viviamo.
Forse é così.
Ma ne siamo certi?
Qualche dubbio comincia ad apparire quando ci capita qualcosa di diverso.

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Solidarietà generazionale: fino a quando?

di Fabrizio Cerami - 

Come abbiamo scritto altre volte, l'Italia nonostante tutti i guai, ha l'invidiabile primato, insieme al Giappone per longevità, ma ciò che può indurre a qualche soddisfazione, ben presto diventa un problema, perché non siamo un popolo di longevi attorniati da tanti giovani, ma attorniati da altri vecchi con tutti i problemi sociali che questo creerà di qui a qualche decennio.
Il quadro poco edificante lo presenta l'Istat dove spiega che l'elevato indice di vecchiaia, 148,6 anziani ogni 100 giovani, pone l'Italia al secondo posto in Europa dopo la Germania che ha una percentuale di 155,8%.
Un risultato dovuto al prolungamento dell'esistenza, e un sensibile calo della fecondità. Ricordiamo che gli anni di vita media per gli uomini sono 79,4 anni mentre per le donne si arriva addirittura a 84,4 anni.
A questo dato bisogna aggiungere che oggi le donne rinviano la maternità limitandosi quasi sempre ad un solo figlio, con una media di bambini per ogni donna pari a 1,39 con un ulteriore calo rispetto al 2011 con 1,41, collocandoci al quinto posto tra i 15 Paesi dell'Unione europea per calo di nascite e per l'età media delle future mamme, ormai arrivata ad una media di 31,4, lo stesso dell'Irlanda e della Spagna, quest'ultima con un punto decimale in più, 31,5.
Uno squilibrio grave perché la nostra società si basa sulla solidarietà generazionale. Tanto per capirci chi paga le pensioni ai sessantenni di oggi sono i giovani, ma domani quando il divario sarà troppo, cosa succederà? Specialmente guardando le statistiche sulla situazione lavorativa delle nuove generazioni, dove i disoccupati sono cresciuti di oltre un milione, tra il 2008 e il 2012.
Tutto questo emerge ancora dalle tabelle dell'Annuario statistico dell'Istat.
In poco meno di quattro anni, le persone in cerca di lavoro sono salite di 1 milione 52 mila con una disoccupazione a dir poco allarmante che ha raggiunto la cifra record dal 1977 di 2.744.000.
La crisi purtroppo ha portato conseguenze anche nella vita privata degli italiani creando contrasti e rancori nella coppia.
La metà dei matrimoni fallisce in pochi anni con una media di 500 ogni 1000 matrimoni, con 182 dei quali che si concludono con il divorzio e 312 con la separazione, con un forte depauperamento delle risorse famigliari e la creazione di altre famiglie, con la soluzione dell'affido condiviso da entrambe i genitori, in caso di divorzio nella quasi assoluta maggioranza dei casi.
Nonostante questi dati sconfortanti, apprendiamo da questa ricerca che nel 2012, dopo quattro anni di diminuzione, tornano a crescere le persone che credono, anche se per poco, all'importanza del matrimonio.
Chi si sposa nel 58,8% dei casi sceglie la Chiesa rispetto al matrimonio civile anche se i primi sono in netto calo in questi ultimi anni.
Solo nel 2012 sono stati celebrati 210.082, contro i 204.830 del 2011 con il nostro Mezzogiorno in testa alla classifica italiana, ma è bene dire resta ancora fanalino di coda d'Europa.

Organizzazioni umanitarie: non solo Ebola

A researcher working with the Ebola virus while wearing a BSL-4 positive pressure suit to avoid infection. Source: sciencenewsline.comdi Luisanna Tuti -

Mentre apprendiamo con un sospiro di sollievo che è guarito il paziente inglese, l’infermiere Will Pooley di 29 anni che operava come volontario in Sierra Leone, giunge la notizia che un terzo medico, volontario presso l’ospedale di Monrovia è stato contagiato.
Si tratta di Rick Sacra, americano di 51 anni. Fa parte dell’organizzazione no profit Serving In Mission (SIM). Aveva deciso di recarsi in Liberia subito dopo aver saputo che i suoi due colleghi, Nancy Writebol e Kent Brantly, si erano ammalati (sono guariti con il farmaco sperimentale ZMapp). I primi di settembre Sacra, medico nel reparto di ginecologia di Monrovia, ha iniziato ad accusare dei sintomi che si sono poi rivelati positivi al virus di Ebola.

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