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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

MEDICINA. Conversazioni in libertà e… qualche aforisma

Statua di Aristotele a Calcide. Daphni - Opera propria - wikidi Antonello Cannarozzo

Sono in compagnia di una caro amico biologo, Bruno, e, come spesso capita quando viene a trovarmi, ci troviamo a parlare dei problemi che riguardano il mondo della medicina, della salute e di come spesso quest'ultima è divenuta una "merce" tra le tante in un mondo dove si segue solamente la legge del mercato. "La gente è alimentata dall'industria alimentare, che non bada alla salute - mi dice il mio amico - ed è curata dall'industria farmaceutica, che non bada all'alimentazione".

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CONCORDIA. Amicizia nata dalla solidarietà

La Costa Concordia naufragata all'imboccatura di Giglio Porto. Autore: Rvongher / Wikimedia Commonsdi Simona Peroni - 

Dopo la rimozione dalle acque gigliesi della nave “Concordia”, abbiamo ascoltato le dichiarazioni di molti cittadini che si rallegravano di non aver più davanti agli occhi quel gigantesco mostro che ingombrava il loro piccolo porticciolo. In seguito abbiamo sentito i commercianti che lamentavano la mancanza di turisti, calati notevolmente dopo che era stato sottratto loro l’oggetto di tanta curiosità.

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L'Anima, lo Spirito e i tacchi a spillo

Fonte: notizie-assurde.studenti.itdi Michael Barons - 

E' l'alba per Ferdinand.
Si sveglia sempre presto e, come al solito apre le finestre esce sul balcone e
guarda fuori.
La luce nasce e cresce come sempre da Oriente ma questa volta è diversa.
Ha un non so che di nuovo, non è la stessa di sempre.
Non riesce a capire però cosa ci sia di diverso dalle albe degli altri giorni.
Almeno quelle di questa stagione con le stesse condizioni atmosferiche.
Osserva meglio il pro?lo delle montagne lontane con la luce del giorno che le
tira fuori dalla notte ricoprendole di una luce rosata che si perde pianissimo nel
l'azzurro pallido del cielo e non trova differenze rispetto agli altri giorni.
Il volo degli uccelli è sempre lo stesso, così come il loro cinguettio.
Gli alberi sono sempre i soliti testimoni silenziosi, l'acqua scorre normalmente 
nel ruscello sotto casa, portando a valle la pioggia caduta sui monti
alimentando lungo il proprio cammino prati e pascoli.
Ma allora cosa c'è di diverso?
Se tutto fuori è uguale a sé stesso come sempre, cosa è cambiato?
Ed ecco che gli ritorna in mente la sua partecipazione al seminario di ieri.
Sulla Antroposo?a.
In verità ne aveva sentito sempre parlare negli anni addietro ma ora aveva
deciso di approfondire l'argomento. Si era iscritto ad un corso intensivo ed
ecco che ieri sera aveva saputo di avere, oltre alla mente, anche una Anima
ed uno Spirito.
In verità lo aveva sempre saputo, ma in maniera più intuitiva che razionale.
Il conferenziere, un Antroposofo di vecchio corso, aveva loro spiegato che
siamo una entità complessa. Mica è una novità questa, si dirà.
Ma la novità stava nella spiegazione razionale organizzata ?n nei minimi
dettagli del nostro essere, con i suoi essenziali costituenti, Corpo, Mente,
Anima e Spirito.
Lui il corpo e la mente li conosceva già, come tutti noi d'altronde.
Aveva sempre però una confusione fra anima e spirito, che però ieri si è molto
diradata, non completamente scomparsa, perché l'argomento è infinito.
E cioè che l'Anima è il mezzo che permette allo Spirito, cioè alla nostra vera
essenza spirituale, di incarnarsi nel corpo. E costituisce il legame, il collante
senza il quale lo Spirito non si può incarnare ed è però destinata, con la morte
dopo questa esperienza terrena, a finire mentre lo Spirito ritorna nelle alte
sfere spirituali portando con sé il Karma di questa esperienza.
Per Ferdinand era stata una scoperta esaltante. Aveva finalmente una
inquadratura della vita che soddisfaceva le sue curiosità sullo scopo della vita
che nessuna delle varie religioni, a dir la verità mai seriamente coltivate, aveva
soddisfatto.
Naturalmente per arrivare ad una più approfondita conoscenza ci voleva un
cammino lungo e virtuoso, fra cui anche la osservazione con occhi diversi dal
solito della natura che ci circonda e dei fatti e delle persone con cui veniamo in
contatto.
Ed è a questo punto che scopre il perché della diversità di questa alba rispetto
alle altre precedenti.
Lo spettacolo intorno a lui era sempre quello solito, nulla era cambiato, invece
i suoi occhi sì.
Non era mutato lo scenario, era diverso invece lo spettatore.
Non vedeva più con gli occhi della mente ma con quelli dell'anima.
E non solo vedeva, ma anche sentiva, nelle cose che osservava, il loro
essere, e le sentiva vive, animate anche loro di uno spirito.
Ferdinand era contento di avere scoperto questa via ma sapeva che era un
cammino di conoscenza lungo, difficile e doveva essere accompagnato da
sacri?ci e comportamenti virtuosi che erano esposti ai rischi che la vita ci
presenta, sotto varie forme, a volte anche ingannevolmente belle.
Ma si ripromette di andare avanti e dopo aver dato un altro ammirato sguardo
all'alba ormai levatasi, si gira per tornare in camera e vede le scarpe rosse
con i tacchi a spillo ai piedi del letto.
E allora.....?

 

Un nuovo giorno

Roma, Torre Argentina all’alba. Foto Giorgio Castoredi Pinuccia Vella -

E’ notte e fa molto caldo; mi sveglio di scatto, schizzando via dal letto come se sotto di me avessi un braciere. Apro la serranda ed esco sul balcone; un venticello rinfrescante mi investe: che sollievo! Mi invita a buttarmi su una sdraio e godermi questa frescura e questo po’ di silenzio, disturbato solo dall’abbaiare di un cane, che attira l’attenzione di alcuni altri, dando inizio a un concertino… poi il silenzio.

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Scambio di salme e… protervia!

Un capolavoro di Rembrandt. Fonte http://it.wikipedia.org/di Rosario Vitti -

Ci sono film dell'horror che parlano di morti resuscitati, di sepolti vivi o di scambi di cadaveri, ma accese le luci del cinema tutto è finito. Era solo un film.
Ma così non deve essere stato per una famiglia romana che si è vista scambiare il cadavere della propria madre con quello di un altra donna.
Andiamo con ordine, perché la storia è un vero e proprio incubo che, purtroppo, è diventato realtà. Lo scorso 19 agosto di quest'anno, in uno degli ospedali più noti della capitale, il Sant'Eugenio, è avvenuto il "fattaccio", lo scambio delle salme di due donne decedute nello stesso ospedale e che stavano per essere inumate una al posto dell'altra.

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