• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Einstein: un grande genio? Forse no

Elsa Einstein with her husband. Wiki. Image Uploaded by Balcerdi Riccardo Liberati -  

Quando si parla di Einstein, vengono subito in mente due parole: genio e relatività. Albert Einstein, il fisico che agli inizi del ‘900 ebbe il coraggio di schierarsi contro le idee convenzionali della fisica teorica classica, rivoluzionò non solo la scienza, ma il modo di pensare di un’epoca. Oggi a nessuno verrebbe in mente di sminuirne la grandezza, nessuno avrebbe il coraggio di tagliare il filo che unisce lui alla ‘sua’ teoria delle relatività, ma la teoria fu veramente sua?

O forse egli semplicemente si appropriò di idee altrui pubblicandole come proprie? Fu egli un grande uomo, oltre che un grande scienziato o la sua decantata capacità di scardinare idee preconcette, cozza contro l’incapacità di essere un buon marito ed un buon padre di famiglia?
Einstein si sposò in gioventù con una ragazza serba: Mileva Maric.
Mileva era una studentessa di fisica piuttosto brillante e ricerche recenti sembrano mostrare che potrebbe essere stata lei la vera autrice della teoria della relatività, così come venne pubblicata dal marito.
A sostegno di questa ipotesi, quando Einstein chiese ed ottenne il divorzio da lei, le lasciò l’intera somma del premio Nobel, fatto che sembrerebbe confermare una sorta di riconoscimento postumo alla ex moglie, vera ideatrice della teoria. Ma c’è di più.
La relatività, nella sua forma ristretta fu elaborata ben prima di Einstein da matematici del calibro di Lorentz e Poincaré e non è escluso che Einstein si appropriò di queste teorie per poi pubblicarle come originali, utilizzando le indubbie qualità della Maric per modificarle in modo da farle sembrare farina del suo sacco.
Uno dei più grandi matematici del XX secolo, David Hilbert inviò una copia del suo lavoro sulle equazioni della relatività generale cinque giorni prima di Einstein e prima di farlo, ne mandò una bozza al celebre fisico che in seguito lo ringraziò.
La teoria di Hilbert, divenne così quella di Einstein.
La famosa formula della teoria della relatività ristretta E = mc2, considerata la formula più famosa del mondo fu in realtà scritta anni prima da un ricercatore italiano: Olinto De Pretto. Che Einstein leggesse le riviste di fisica italiane è noto, anche perché, avendo soggiornato da ragazzo nel nord Italia, conosceva quasi perfettamente l’italiano e forse l’amico Michele Besso, fece pervenire ad Einstein i risultati delle ricerche di De Pretto.
Sta di fatto che Einstein non ricavò mai la famosa equazione in maniera formalmente corretta.
D’altro canto quando Einstein frequentava l’Università, il suo professore Minkowski, affermò che non sarebbe stato mai un grande matematico.
In effetti, come confessò lui stesso, ebbe grosse difficoltà a padroneggiare le teorie del calcolo differenziale assoluto formulate da due italiani (Ricci e Levi Civita) che usò poi nei suoi futuri studi.
Negli ultimi anni della sua vita, tentò disperatamente di sviluppare una teoria unificata dell’elettromagnetismo e della gravitazione senza riuscirvi.
Lui stesso ammise che ormai aveva esaurito il suo talento creativo.
Con questo non si vuole certo affermare che lo scienziato di Ulm fosse come diremmo oggi, una mezza cartuccia. La motivazione del suo premio Nobel riguarda l’effetto fotoelettrico e qui in realtà ebbe una intuizione di grande rilievo, ma forse per quanto riguarda la ‘sua’ teoria più famosa, la relatività, non tutto fu farina del suo sacco.
Non ci dovremmo meravigliare se fosse così.
Nella scienza avviene che sensazionali scoperte siano attribuite a personaggi che hanno soltanto avuto il merito di pubblicarle e vengano trascurati coloro che le hanno intuite.
La scoperta dell’insulina, tanto per fare un esempio, sembra scaturire dalle ricerche di un medico rumeno che non viene mai menzionato, così come una donna che è stata realmente determinante per la scoperta del DNA, Rosalind Franklin, non viene mai citata.
Einstein non sarebbe quindi il primo caso di scienziato che per sua colpa o per colpa di altri, si prende un merito che quanto meno dovrebbe condividere con altri.
Ma com’era Einstein come uomo?
Anche qui, sembra che lo scienziato fosse una persona non proprio all’altezza della sua fama. Divorziò dalla moglie, lasciò un suo figlio schizofrenico morire in manicomio, ebbe numerose amanti, odiava le donne, sostenne che “il matrimonio è una invenzione di un maiale privo di immaginazione”, con la seconda moglie aveva un rapporto ridotto a poche parole scambiate nell’arco della giornata.
Insomma, un fallimento come marito e come padre.
Da un punto di vista professionale forse geniale, ma non così tanto da essere considerato il più grande scienziato della storia.
Insomma tutto sembra indicare che non fu all’altezza della sua fama postuma.

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