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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

IL TREND NON SI ARRESTA

Banca_Italia_Firenze-Sailko-600di Matteo Ricciotti -

"Io vado in banca, stipendio fisso, così mi piazzo e non se ne parla più", così cantava alcuni decenni fa un motivetto del gruppo cabarettistico dei Gufi.
Oggi, però, non è più così.
La banca, posto sicuro per antonomasia, è anch'essa nel vortice della crisi economica, ma, soprattutto, dei cambiamenti tecnologici che hanno rivoluzionato il lavoro del mondo del credito.

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Rinnovarsi o morire

Campo_dei_Fiori-Foto_Myrabelladi Luca Fortunati

In un mondo dove l'evoluzione è perenne occorre essere al passo con la velocità del cambiamento per riuscire a sopravvivere. Il tessuto industriale italiano è composto al 95% da piccole imprese, nella maggior parte dei casi gestite a livello famigliare. Questa morfologia rappresenta un grave limite allo sviluppo ed alla crescita della nostra economia. Un'impresa a gestione famigliare non ha la forza di rinnovarsi nel corso del tempo; spesso segue il ciclo di vita di colui il quale detiene il potere.

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VITTORIA DELL’ITALIA A BRUXELLES

Sede_Parlamento_Europeo_Bruxelles-Galleria-600di Luisanna Tuti -

Questa volta la Germania e tutta l’opposizione del fronte del Nord escono sconfitti: 419 parlamentari europei non hanno votato l’emendamento che mirava alla cancellazione dell’etichetta obbligatoria del testo della proposta Tajani-Borg sulla direttiva per la sicurezza dei consumatori. Contrari 205 e 25 astenuti.

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DEBITO PUBBLICO E’ 134,5%

di Gianluca Di Russo

Nei giorni in cui viene pubblicato il nuovo record del debito pubblico italiano che si attesta secondo le ultime rilevazioni di Bankitalia a 2017,2 miliardi di euro, le riflessioni e le considerazioni che emergono dalle politiche europee sono molteplici. Come mai dopo tre anni di tagli e imposte straordinarie i sacrifici degli italiani non vedono un minimo premio, un'inversione di tendenza, una luce di speranza?
Emergono sempre più i timori che il processo di integrazione europea ci stia avvicinando sempre più alle condizioni subite dal popolo Greco piuttosto che al decantato benessere Teutonico.
I media presentano pareri discordanti sulle modalità della genesi dell'Europa, con il cittadino che stenta a riconoscere le vie di un Trattato che ad oggi mette a dura prova anche gli Europeisti della prima ora.

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