• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

UE: deflazione. Muove Draghi

Mario Draghi. Fonte: ecb.europa.eu/press/picturesdi Gianluca Di Russo

Gli ultimi dati economici hanno affossato le residue spinte ottimistiche dei vari governi europei, facendo cadere i proclami e le stime di crescita per l'anno in corso.
Francia, Italia e Spagna sono ormai in deflazione conclamata: i dati di Pil e disoccupazione confermano che la crisi è ben presente e la luce in fondo al tunnel assai lontana.

Con il termine deflazione si identifica il processo di variazione negativa dei prezzi in una determinata area o economia.
I rischi di un prolungato periodo di diminuzione dei prezzi è rappresentato dalla tendenza di procrastinare gli acquisti e gli investimenti nell'economia reale.
Il conseguente calo dei consumi porta le imprese ad avere meno margini di fatturato ed a licenziare.
I maggiori disoccupati toglieranno linfa all'economia con la diminuzione dei consumi e lo stallo nel motore del sistema economico di un paese.
Per il debito pubblico, la deflazione aggrava il valore reale dello stesso. Si avvantaggiano i creditori, che vedono un ritorno reale dei loro interessi maggiorati dalla contemporanea diminuzione dei prezzi ed incremento del potere d'acquisto.
Negli ultimi mesi abbiamo tifato molto per le riunioni del board della Bce, con reazioni più o meno favorevoli all'oracolo dettato dal presidente Mario Draghi.
L'atteso Quantitative Easing (acquisto di titoli diretto da parte della Bce) appare ancora lontano dalla realizzazione. Gli equilibri economici e politici in ambito Europeo vedono un braccio di ferro tra l'austerità tedesca ed i virtuosi paesi del nord contro le finanze allegre dei paesi mediterranei.
Il semestre europeo di presidenza italiana si concretizzerà con l’incontro in ottobre sul tema della crescita. Gli incontri preparativi serviranno a delineare la soluzione politica alla stagnazione Europea del momento.
La Bce ha un mandato limitato e le frasi da “colomba” che Mario Draghi lascia svolazzare nell'etere, di tanto in tanto, fanno molto bene ai mercati ed ai speculatori, ma vengono sopite dalle telefonate austere di Fraulen Merkel.

Economia
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