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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Il Califfato e la minaccia all'occidente

di Diego Grazioli -

È l'allarme più grave per la sicurezza occidentale dai tempi dell'11 settembre 2001.
Le parole del sovrano saudita Abdullah, che ha esortato a colpire gli jihadisti dell'IS, prima che questi mettano in atto attentati terroristici in Europa e negli Stati Uniti, confermano ciò che i nostri servizi d'intelligence sapevano da tempo.
Il video della decapitazione del giornalista americano James Foley, da parte di miliziani islamici nati e cresciuti nei sobborghi delle città inglesi, ha fatto salire il livello di preoccupazione in quei paesi dove la presenza del radicalismo sunnita è particolarmente profonda. Secondo gli esperti, la situazione potrebbe diventare critica, dal momento in cui i bombardamenti occidentali colpiranno le basi dell'IS nella Siria orientale. Per ora gli aerei e i droni americani si sono limitati ad effettuare missioni di monitoraggio, in attesa di un accordo con il Presidente siriano Assad che consenta operazioni militari vere e proprie. Sarà quella l'ora della massima allerta per i paesi occidentali più esposti. Una sfida che inevitabilmente vede l'Italia in prima linea, soprattutto dopo la nomina di Federica Mogherini a capo della diplomazia europea.

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UCRAINA: l'offensiva finale

Cancelliera Merkel ricevuta da Presidente Poroshenko 23 Ago 2014. bundeskanzlerin.de. Foto Bundesregierung-Bergmanndi Diego Grazioli

La cattura dei soldati russi arrestati oltre il confine ucraino, rappresenta un ulteriore salto di qualità della guerra che da marzo sta opponendo l'esercito di Kiev agli uomini delle autoproclamate repubbliche filo russe dell'est.
Uno smacco calcolato per il Cremlino, alla ricerca di un casus belli che consenta alle proprie forze armate di entrare formalmente nel teatro di guerra ucraino e sancire con la forza la separazione delle regioni orientali, sul modello già sperimentato in Crimea.

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IS: la svolta di Obama

President Barack Obama meets with his national security advisors in the Situation Room of the White House, Aug. 7, 2014. (Official White House Photo by Pete Souza)di Diego Grazioli - 

L'orgia di violenza dell'IS, culminata con la decapitazione del reporter americano James Foley, va fermata a tutti i costi. È questa la conclusione a cui è pervenuta, dopo giorni di drammatiche fibrillazioni, l'amministrazione Obama.
Una svolta copernicana rispetto alla politica del disimpegno e del ritiro delle truppe di terra dai teatri di guerra, intrapresa dal Presidente americano nei suoi primi sei anni di mandato.

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Dove va la Svizzera?

Credito: http://www.maechler.me/di Massimo Predieri - 

La Svizzera si trova geograficamente al cuore dell’Europa, un cuore che tuttavia rifiuta politicamente di essere europeo, se non altro di appartenere alla Unione Europea o di entrare nella comunità monetaria dell’Euro. Nel nome di una neutralità che nell’ultimo secolo e mezzo l’ha salvaguardata dai grandi conflitti europei, la Svizzera ha tenuto diplomaticamente le distanze dai paesi che la circondano, innanzitutto la Germania, poi la Francia, l’Italia e l’Austria, pur tuttavia intrattenendo intensi rapporti commerciali con questi paesi.
Ripetutamente la Svizzera è stata accusata di sfruttare la sua neutralità, e quindi autonomia normativa, politica e diplomatica, quale porto franco per poco presentabili operazioni internazionali volte ad aggirare norme fiscali, restrizioni, regolamenti e accordi tra gli stati. Quest’anno la Svizzera è stata inserita dal governo italiano nella lista nera dei paradisi fiscali. Con grande imbarazzo della diplomazia svizzera è stata in passato anche inserita nella lista nera dell’OECD dei paesi che non collaborano nella lotta contro il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo.
La settimana scorsa il Wall Street Journal riportava la notizia del tentativo di alcuni produttori alimentari europei di aggirare attraverso la Svizzera il blocco alle importazione imposto dalla Russia quale ritorsione alle recenti sanzioni europee. L’Ufficio Federale svizzero per l’agricoltura avrebbe tuttavia bloccato l’operazione, rifiutando le richieste di esportazione verso la Russia da parte di produttori di frutta, verdura e altri beni alimentari.
Negli ultimi anni la Svizzera, che raramente sale alla ribalta della cronaca internazionale, si è fatta sentire soprattutto su due argomenti: la crescente ostilità verso l’immigrazione e gli scandali del riciclaggio finanziario. Con referendum “contro l’immigrazione di massa” proposto dal partito ultranazionalista Udc (Unione Democratica di Centro) e passato a febbraio con una risicata maggioranza, il governo di Berna è obbligato a rivedere entro tre anni l’adesione all’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone.
La particolarità politica della Svizzera è frutto di una cultura che pone al centro la responsabilità e correttezza del cittadino, a scapito di uno stato, che, grazie al sistema referendario, deve spesso piegarsi controvoglia alla volontà popolare.
Credito: Partito Socialista SvizzeroIl parlamentare socialista svizzero Andreas Gross, in una recente intervista pubblicata dal settimanale Weltwoche, afferma che il modello svizzero è basato su valori borghesi, quali la responsabilità individuale, la laboriosità e il libero mercato, e ha portato all’attuale equilibrio sociale, dando alla Svizzera la solidità politica che molti le invidiano. Secondo Gross è la società svizzera che ha creato lo stato, uno stato leggero e federalista, e non viceversa. Inoltre, la assenza nella storia svizzera di un proletariato operaio relegato in malsani quartieri industriali, ha evitato i grandi conflitti sociali che hanno caratterizzato tutti i paesi dell’occidente.
Certo la Svizzera non può essere ridotta al giudizio sarcastico recitato da Orson Welles nel film Il terzo uomo: In Italia sotto i Borgia per trent'anni hanno avuto guerra, terrore, assassinii e massacri; ma c'erano anche Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia e che cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù!
Ricordiamo, oltre ai rinomati istituti bancari e alle assicurazioni svizzere, anche due delle maggiori aziende farmaceutiche, la Novartis e la Hoffmann-La Roche, rispettivamente al 5° e al 6° posto mondiale per fatturato e leader nella ricerca, e la più importante multinazionale del settore alimentare del mondo, la Nestlé, con sede nella cittadina di Vevey sulle rive del lago di Ginevra.
Riusciranno neutralità e democrazia diretta in uno stato leggero ad affrontare le sfide di un futuro che sembra costringere la Svizzera sempre di più in un angolo di irrilevanza internazionale? Secondo Jean-Pierre Binz, imprenditore del tessile con forti interessi in Italia, sarà il pragmatismo svizzero e l’abilità a trovare compromessi ad individuare le soluzioni necessarie, anche nel caso delle nuove restrizioni all’immigrazione dettate dal recente referendum popolare e delle conseguenti ritorsioni commerciali minacciate dall’Unione Europea.

UE. Prove di esistenza

Paesi che ospitano missioni diplomatiche della UE. Ssolbergj - Opera propriaL’UE prova ad esistere. All’appuntamento del Consiglio UE programmato per il 30 agosto, Junker dovrebbe presentare il nome Mr / Ms Pesc. Non sembra un lavoro facile, anche perché i dosaggi dei pesi di ciascun candidato (al momento due dei 28 paesi non hanno ancora indicato il proprio) si presentano complessi: dall’equilibrio politico tra PPE e PSE, con gli altri gruppi parlamentari che premono, come l’ECR (70 seggi) e l’ALDE (67 seggi), terzo e quarto raggruppamento in Parlamento, all’equilibrio di genere, che ci si aspetta fortemente disatteso.

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