• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Il Brasile decide il futuro al secondo turno

Aécio Neves em abril de 2013. Foto Flickrdi Eduardo Fiora
traduzione di Giuliana Giannessi

San Paolo (Brasile). Non è accaduto nemmeno questa volta che una terza forza sia riuscita a rovesciare la polarizzazione che, nel corso di questi due decenni, si è impadronita dello scenario della politica nazionale brasiliana.

Contati i voti delle elezioni per il Presidente della Repubblica, le urne hanno decretato, la scorsa domenica 5, il ballottaggio contrapponendo i due rivali di sempre: Partito dei Lavoratori (PT), del Presidente della Repubblica e candidato per la rielezione, Dilma Rousseff, (41,59% dei voti) e il Partito della Socialdemocrazia Brasiliana (PSDB), con Aécio Neves (33.54%) come candidato. Marina Silva, candidato del Partito Socialista Brasiliano (PSB) che ha proposto di essere l'agente di rottura della storica polarizzazione, non ha resistito agli attacchi dei suoi avversari negli ultimi 15 giorni della campagna ed il responso delle urne l’ha relegata al terzo posto con il 21,3% dei voti.
A causa di questa situazione, il 26 ottobre, 142 milioni di elettori decideranno se il Gigante Tropicale continuerà ad essere governato per altri quattro anni dal PT, al potere dal 2003, o tornerà ad essere guidato da un socialdemocratico, come è successo dal 1995 -2002.
Dilma e Aécio sanno che, per raggiungere la vittoria, dipendono dai 22 milioni di voti dati a Marina. Il problema è che in Brasile il trasferimento dei voti sotto il comando di un capo di partito è raro.
Anche così, Andrea Matarazzo, ambasciatore del Brasile a Roma (2001-2002) durante il governo del presidente socialdemocratico Fernando Henrique Cardoso e attuale coordinatore della campagna di Aécio Neves nella città di São Paulo (dove votano quasi 9 milioni di persone) crede che i risultati delle urne lascino un messaggio chiaro: "Il sentimento espresso dagli elettori sta cambiando", dice Matarazzo, ricordando che la somma dei voti di Aécio e Marina è molto più elevata rispetto ai voti ricevuti da Dilma. In questo caso, cambiare significa la cristallizzazione del voto ‘antipetista’, portando Aécio Neves alla vittoria.
"La Rousseff", a sua volta, è convinta che gli elettori di Marina vanno al secondo turno divisi tra il sostegno per la sua rielezione e la votazione in un candidato dell’opposizione. "Ci saranno ancora una volta in Brasile due progetti a confronto", ha detto la Rousseff, mettendo in evidenza  che non saranno a confronto solamente programmi di governo, ma "governi concreti che hanno comandato il paese".

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