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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Piano industriale e controllo sulle banche

6316 - Milano - Piazzetta Cuccia (sede di Mediobanca) - Foto Giovanni Dall'Orto, 14-Feb-2008di Antonello Cannarozzo

Purtroppo siamo un popolo, oltre che di santi e navigatori anche di chi non ha, se non in minima parte, il senso di appartenenza nazionale.
La prova di questa affermazione arriva con il consueto rapporto R&S, pubblicato da Mediobanca, che ha analizzato i dati riguardanti 2050 gruppi industriali che si fregiano del marchio "made in Italy". Il quadro è sconcertante, solo nel 2013, tra le grandi aziende manifatturiere italiane, con organizzazione multinazionale hanno prodotto il 67% dei loro beni all'estero e solo il 9% del fatturato viene realizzato in Italia che, purtroppo, non esprime per forza beni prodotti in Italia.
Si dirà che non siamo una società autarchica, ma di libero scambio e dobbiamo seguire le leggi del mercato, bene, ma le necessità della gente, aggiungiamo noi, non vengono considerate?

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Alla spasmodica ricerca del “sistema Italia”

Una ragnatela e un ragno crociato. Opera di Vincent de Grootdi Roberto Mostarda

Le notizie che giungono ogni giorno dall’economia, ancor più del dibattito sulle riforme, segnalano una forte complessità nella quale il paese si dibatte e dalla quale sembra incapace di svincolarsi.
In tutto questo si assiste da un lato all’ottimismo di facciata del premier, dall’altro alla resistenza senza criterio del sistema, dell’apparato si sarebbe detto una volta.

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Riforme ed economia, i due “corni della fiamma antica”

Giuramento del Ministro Padoan del Governo Renzi. Foto Presidenza della Repubblicadi Roberto Mostarda

Si faccia avanti chi ha capito quale sarà il disegno istituzionale del nuovo stato italiano! Esclusi i parlamentari all’opera e gli addetti ai lavori, è assolutamente impossibile trovare alcuno che abbia chiaro quel che uscirà da questa maldestra fase costituente! E questo in un paese dove alcune forze politiche, per ragioni lontane e vicine, come 5Stelle e Lega, continuano a chiamarsi fuori come se lo Stato di cui si parla, non sia quello che vorrebbero governare dall’alto della loro certezze e chi come Sel continua nella sua testimonianza solitaria di quelle magnifiche sorti e progressive comuniste che sole - per loro - potrebbero tirare fuori il paese dalla crisi in cui si trova! Due visioni, o tre, fuori del tempo e legate a ideologie del passato o di un futuro inesistente, mentre è il presente quello che morde e condiziona l’evoluzione del paese.

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Maggioranza e minoranza, l’eterno dilemma dei diritti

Premiazioni degli studenti partecipanti a "Lezioni di Costituzione" © Archivio fotografico, Senato della Repubblicadi Roberto Mostarda

Dittatura della minoranza, avanguardia politica che deve guidare la maggioranza, “colpiscine uno per educarne cento”! Chi non ricorda il bestiario delle espressioni con le quali in una non lontana stagione, una minoranza – sfortunatamente armata ma non di idee – ha tentato di piegare ad una logica di violenza e di sopraffazione un intero paese?

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Italia e UE: il rischio di una rilevante irrilevanza

Il Presidente Giorgio Napolitano incontra la stampa per la consegna del tradizionale "Ventaglio". Foto: Quirinaledi Roberto Mostarda

Se per qualche momento solleviamo lo sguardo dalle nostre questioni interne, nazionali, al quadro europeo nel quale sino a dicembre l’Italia esercita il ruolo di presidenza dei 28 stati dell’Unione, ci appaiono necessarie alcune riflessioni che, comunque, chiamano in causa il mix dei problemi nazionali (riforme costituzionali e non, ammodernamento dello stato, rilancio dei meccanismi economici per dire i più conosciuti).

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