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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Ora deve vincere il Paese

Parlament_italiendi Roberto Mostarda -

La netta affermazione del Pd e del premier Renzi nella tornata elettorale europea e nell’appuntamento delle amministrative di domenica scorsa, segna sicuramente un passaggio tanto più significativo quanto non previsto nella sua portata effettiva. Gli italiani, pur con un’astensione del 41,4 per cento (livello altissimo e record per il paese) hanno espresso il proprio parere sulla politica e sul futuro dell’Unione Europea in modo chiaro e netto. Un segnale forte e chiaro, ha detto Renzi nella conferenza stampa a commento del voto.

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Matteo ride, Silvio ammicca, Angelino avverte e Bebbe prende il Maloox

Beppe_Grillo_14_Aprile_Roma_2014-Livio_Andronicodi Roberto Mostarda

Nonostante la chiarezza del voto europeo e le linee di tendenza emerse, non si è spenta l’abitudine – caratteristica del voto proporzionale – di affermare che, comunque, il voto è stato meglio del previsto da parte dei protagonisti! Anche se questa volta qualche eccezione c’è ed è forse la prima volta.
Per il premier Renzi, ovviamente, è stata una vittoria personale sul suo stesso partito e una vittoria politica nel paese. Un patrimonio di fiducia che gli è stato affidato di dimensioni storiche (inevitabili i rimandi ai tempi d’oro della DC).
La sua reazione è stata chiaramente soddisfatta ma non arrogante. «Non è stato un referendum sul governo, né su di me, è un voto che esprime una speranza straordinaria» ha detto poco dopo i dati definitivi «L’Italia c’è, è più forte delle paure che l’attraversano ed è in grado di incidere in Europa. Vincere, dunque, non stravincere il motivo conduttore del renzismo.

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Europee “per interposta elezione”

European-parliament-strasbourg-inside-foto_Cdric_Puisneydi Roberto Mostarda

Le elezioni per il Parlamento Europeo, nel nostro paese, sin dal loro nascere sono sempre state un’occasione impropria per saggiare la situazione politica interna, gli umori dell’elettorato, per regolare conti politici in casa e per fare politica “per interposta elezione” per così dire.

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COMPLOTTO: meglio il Berlusca di Grillo?

Campagna_Info-Fonte_europarl-PE2014di Roberto Mostarda

Che cosa è realmente accaduto in Europa e in Italia tre anni fa quando si concluse il governo Berlusconi? Due fatti non possono non far riflettere: il riferimento di Barroso ad un vero e proprio rischio di commissariamento del nostro paese, e le rivelazioni di pochi giorni fa dell’ex segretario Usa al Tesoro Timothy Geithner su una sorta di “complotto” per far dimettere l’ex cavaliere, nel mezzo della tempesta della crisi finanziaria che si abbatteva sull’Europa!

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Renzi e stampa estera: luna di miele finita?

Renzi_firma_accordo_su_polo_di_Piombino-Foto_Barchielli-Attilidi Roberto Mostarda -

Che cosa succede alla “gioiosa” macchina renziana, partita con il turbo e costretta a misurarsi con i vecchi congegni a vapore della politica nazionale? Ancora presto per trarre conclusioni dalle numerose partite in corso, appena iniziate, quasi concluse ma nessuno ancora sa come o ancora vagheggiate.Quel che è certo che proprio mentre le elezioni europee si avvicinano con tutto il loro bagaglio di attese, attivismi, contrarietà, polemiche, rischi dell’antipolitica dei no euro a tutti i costi, la figura del premier nella stampa estera e in parallelo nei rapporti con le cancellerie, sembra segnare il passo. Forse complice di questo è la necessità di ogni paese di concentrarsi sul suo particolare, contraddicendo però il senso stesso dell’appuntamento con il voto dell’Unione.

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