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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Politica italiana: il gioco dei quattro cantoni

Foto: Giorgio Castoredi Roberto Mostarda

Sta nascendo la Terza Repubblica? Prima facciamo chiarezza: non siamo in Francia ma in Italia, nel 2014!
La domanda è assolutamente pertinente e non peregrina, per quanti – nell’epoca della disillusione e del distacco dalla politica quale connotato “in” e di “bon ton” quando non snobisticamente “anti” - hanno a cuore realmente le condizioni del Paese, nel guado della crisi più profonda e lacerante dal dopoguerra! Ecco, qualcuno dirà, i profeti di sventura, i critici ad ogni costo! Non si tratta di questo! Non apparteniamo – e non vogliamo appartenere - alla sparuta ma querula schiera di “più va peggio e meglio stiamo” e su questo capaci di costruire imperi di carta e di internet dove soltanto l’invettiva, la critica che sa di minaccia e induzione, hanno vigenza, mentre vellicando la pancia dei cittadini si ottengono strabilianti condivisioni di stati d’animo e di intenti “rivoluzionari”!

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Lampedusa, il girone dei dannati

Lampedusa, il girone dei dannatidi Luisanna Tuti -

Chi si aspetta un articolo di condanna per le immagini trasmesse dal TG2 e distribuite in tutte le TV del mondo, forse rimarrà deluso. Non approvo certo i metodi di costrizione e di violenza, ma cerco di calarmi anche nelle vesti di tutta quella gente occupata da anni ad accogliere questi poveretti che, laceri e sfiniti, approdano a cercare conforto. Spesso arrivano con malattie e coloro, preposti all’accoglienza, si trovano di fronte a problemi e problemi, nella solitudine di chi è incaricato ad affrontare situazioni spesso più grandi di loro. Tutti, anche da Bruxelles, tuonano: sospenderemo gli aiuti!! Vogliamo i colpevoli!! Ma non mi pare che ci sia una grande presenza dei nostri fratelli europei quando i barconi, carichi di “merce umana” da scaricare, arrivano sulle spiagge, anzi,  spesso, sugli scogli. Ho visto solo volontari locali, marinai in pericolo, pompieri affettuosi con i bimbi.

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Comincia l’era Renzi. Dove va il Pd? E il Governo?

Comincia l’era Renzi. Dove va il Pd? E il Governo?di Roberto Mostarda

Le primarie del Partito democratico meno sbandierate e sentite, segnate più del solito da bagarre e criticità nella fase preparatoria, si sono svolte e hanno decretato la vittoria senza se e senza ma, di Matteo Renzi.
Oltre due milioni di italiani hanno votato e quasi il 68 per cento ha indicato il sindaco di Firenze alla guida del partito.
Al di là dell’esercizio di un diritto democratico, quello che è accaduto va molto al di là delle aspettative e dei timori della vigilia.
Il Pd cambia pelle, o almeno così sembra! Batte in ritirata, confusa e disordinata, la vecchia guardia di derivazione ex comunista che sino ad ora ha governato, nel bene e nel male, il principale partito della sinistra italiana. Si avanza un nuovo ceto politico il cui dato caratteristico è l‘età anagrafica, i quasi quarantenni!

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Politica e governabilità. Il logorio di un gioco senza regole

Autore: Giorgio Castoredi Roberto Mostarda

“Se le parole hanno un senso, sia pure traslato, ‘a tutto campo’ significa che ogni forza politica si muove senza una regola, senza un collegamento prestabilito, senza un accordo di squadra.
Si muove su tutta l’area offerta dalle varie realtà politiche presenti, nel Parlamento e nel Paese, facendo di volta in volta scelte di gioco secondo uno spregiudicato criterio di opportunità.
E’ una versione integrale del ‘movimentismo’.
Con buona pace delle regole democratiche che chiedono scelte coerenti di campo; della stabilità che chiede una continuità di concordato gioco di squadra; della governabilità che si fonda su un riparto di funzioni di maggioranze e minoranze ben chiare e definite.

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Pasticcio o ingorgo all’italiana.

Foto: Giorgio Castoredi Roberto Mostarda - 

Il dopo B., il governo, il Pd
Verifica di governo, rimpasto, nuovo patto con il paese, discontinuità. Il governo deve fare quello che diciamo noi, deve andare a casa, non sta facendo niente. Bastano queste poche parole per far comprendere lo stato reale del dibattito politico italiano. Il presidente Napolitano e il premier Letta sanno bene, e lo sanno anche quanti hanno a cuore realmente la stabilità economica del paese e la sua ripresa, che non mettere in discussione e far lavorare l’esecutivo è nell’interesse di tutti i cittadini e costituisce una barriera ai ricorrenti interventi critici delle autorità di Bruxelles.

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Interni
IMAGEOra riforme e fatti
di Roberto Mostarda Nella stagione che stiamo vivendo nel nostro paese, tra recessione,...

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IMAGEIncursione nella politica
di Michael Barons -  Io, quando ero giovane, alle politiche ho votato il PSIUP.Partito...

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IMAGEIl duello tra vecchio e nuovo
di Roberto Mostarda E' uno strano paese, questa Italia 2014! Sembrano passati secoli...

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IMAGEDi chi sono i voti del PD?
Assistiamo in questi giorni con apprensione ai contrasti tra le varie parti che da una...

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IMAGELa guerra dei “mille giorni”
di Roberto Mostarda Il passato dell'Europa, e di riflesso quello degli staterelli...

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