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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Coesione sociale e velocità delle riforme

Il Presidente Matteo Renzi presenta in conferenza stampa il sito dei "Millegiorni” presenti il sottosegretario Graziano Delrio e il ministro Maria Elena Boschi. foto: Tiberio Barchielli Filippo Attilidi Roberto Mostarda -  

La recente sollevazione delle forze di polizia dinanzi al mancato rinnovo del contratto e all'adeguamento dello stipendio fermo da anni e anni, ha segnato un punto di svolta nei rapporti tra cittadini, politica e governo! Non solo per la particolarità del settore e per i suoi addetti, ma soprattutto per il valore del nocciolo sul quale ci si confronta!

Le forze di polizia nel nostro paese sono forse pletoriche rispetto ad altre nazioni, burocratizzate, utilizzate anche per finalità non sempre coincidenti con l'interesse comune, ma sono e rappresentano lo stato, le sue articolazioni sul territorio e nei confronti del cittadino! Vedere dunque lo sgomento, ancorché relativo, che ha investito la classe politica ed il governo non è stata una risposta rassicurante! Certo i toni usati, annunciando scioperi ad oltranza, muro contro muro, non ha aiutato a comprendere e a ragionare di soluzioni possibili e sui loro tempi! Ma è tuttavia chiaro che tutto questo è il segno evidente dello sconcerto di donne e uomini impegnati senza sosta, ogni giorno, sulle strade, nei quartieri, nelle indagini più delicate come quelle di routine, ma il cui trattamento economico è estremamente difficile definire adeguato!
Questa vicenda ha "svegliato" l'esecutivo e la classe politica, come se all'improvviso si scoprissero un problema ignoto! E, soprattutto, nell'allarme della risposta è apparso evidente come la protesta sacrosanta del comparto si stata un fulmine a ciel sereno! Di qui l'esortazione a moderare i toni, a non arrivare a soluzioni estreme e così via! Un quadro questo sì allarmante, di pressappochismo e di impreparazione!
Che le forze dell'ordine fossero e siano in forte sofferenza, non è un mistero per nessuno e da molto tempo tra tagli strutturali, riduzioni di organico e via dicendo! La prima risposta sarebbe dunque stata quella di comprendere e farsi carico di un disagio giunto al punto di rottura! Non quella di invitare alla calma. Non vi sono in queste situazioni hashtag che tengano, del tipo "stai sereno" e tanto meno che la calma è virtù dei forti! Né è accettabile che la classe politica da diverse parti abbia cercato di cavalcare la protesta a fini solo in parte coincidenti con le esigenze delle forze di polizia, talvolta utilizzate come elementi di disturbo nei confronti dell'esecutivo!
Quello che però allarma di più è lo scenario che rischia di riproporsi tra protesta e risposta! I sindacati annunciano un nuovo autunno di fuoco, le rivendicazioni di decine di categorie di lavoratori attendono da anni di essere affrontate e i nodi cominciamo ad arrivare al pettine!
Quale dunque sarà il nuovo "verso" della politica e del governo annunciato dal premier Renzi al suo insediamento e ribadito ogni giorno, ogni mese? È evidente che i problemi sono tanti e tutti insieme, ma certamente la risposta non può essere mai quella di Alberto Sordi che in dialetto romanesco esortava "boni… state bboni!
Il paese, alla prese con una crisi mai vista perché strutturale come mai accaduto in passato, non ha finora reagito di impulso, ha preso atto delle difficoltà e le sta affrontando con perizia ed inventiva, ma la tela è ormai lisa, la pazienza sta finendo e non si possono adottare pannicelli caldi!
Dunque il governo deve adottare e condurre in porto tutte le riforme annunciate, una ad una e tutte insieme, ormai. Altrimenti la protesta delle forze dell'ordine potrebbe allargarsi a macchia d'olio e non avere comunque le caratteristiche di quelli che sono e vogliono rimanere servitori dello stato, ma non certo suoi schiavi!

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