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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Renzi, 962 giorni ancora

Il Presidente Matteo Renzi, incontra le OO.SS. CGIL, CISL, UIL e UGL. foto: Tiberio Barchielli, Filippo Attilidi Roberto Mostarda

Sono passati quasi quaranta giorni dall'annuncio dei mille quale orizzonte del governo del premier Renzi per realizzare le riforme annunciate che dovrebbero rilanciare il nostro paese, favorirne la crescita dopo 15 anni di sostanziale stagnazione degli indicatori economici strutturali e affrontare l'emergenza lavoro!

Il premier guarda avanti e “non si cura di lor... ma guarda e passa” e alle contestazioni, alle accuse di politiche liberiste se non conservatrici, risponde che l'esecutivo ha l'obiettivo di far ripartire il paese e dunque contestazioni, accuse, critiche, minacce di scioperi e occupazioni di fabbriche fanno solo il gioco di chi vuole far rimanere immobile l'Italia, all'estero e in casa, per conservare sacche di potere, poteri di intermissione e condizionamento ormai obsoleti! E per questo usa il più collaudato dei sistemi: la fiducia la governo, prima di dibattiti e stancanti trattative!
Certo il premier mantiene e conserva una buona dose di “tempesta ed impeto” del suo agire politico consapevole che soltanto spezzando catene consociative e rendite di posizione, sarà possibile avviare un circolo virtuoso che ci faccia recuperare gradualmente vent'anni di ritardo strutturale, malgrado il quale il brand del made in Italy conserva quasi intatto il suo allure! Ma verrebbe da dire, usando un frasario anni cinquanta e da cortina di ferro, anche ironicamente: forze oscure della reazione sono in agguato!!!
E' quel che si avverte guardando talk show, ascoltando leader politici e sindacali in piazza, orecchiando slogan di varia natura!
Questo perché, contro ogni aspettativa e realismo, nel mentre si dipana la crisi esistenzial-strutturale del centrodestra alla ricerca di un punto di gravità permanente, è nella sinistra che si assiste ad un fenomeno che non può che essere chiamato con il suo nome: conservatorismo!! E' un imbarazzante strabismo prospettico quello che sembra aver contagiato gran parte dei dirigenti ex pci della minoranza pd e buona parte del sindacalismo Cgil ad essi peraltro assai vicino!
Vale la pena di ricordare come nei decenni passati l'allora Pci e l'area intellettuale e sindacale che esso egemonizzava e guidava, colpiva senza pietà ogni politica definita di destra e conservatrice, auspicando la crescita e la piena occupazione come era nel dna sovietico, nazionalizzando e creando lavoro per decreto contro le leggi dell'economia mondiale che oggi persino la Cina comunista tuttora impiega a piene mani! E' un riflesso pavloviano che riaffiora senza speranza e contro la logica, pretendendo di difendere il lavoro che non c'è più, anche contro le esigenze di chi vorrebbe trovare quello che c'è e tutti gli indicatori dicono che si potrebbe sviluppare!
La trita e consunta battaglia sull'art.18, simulacro e totem di questa realtà è davanti agli occhi di tutti! Può una sola norma favorire la crescita, il lavoro, l'espansione dell'economia: è chiaro che non può! Dunque perché incancrenire tutto su questo!! Ai posteri, sempre noi peraltro, l'ardua sentenza!
Quello che appare chiaro è che il vero nemico in questo momento per il governo non è l'Europa che ci chiede riforme e rigore (ma non da oggi, da almeno dieci anni) e l'adeguamento finalmente al sistema economico continentale, fatto di un mix di crescita ed innovazione e di un welfare che nasce dalla forza del primo e non discende graziosamente dallo stato, è questo pensiero retrogrado intriso di certezze manichee e palingenetiche che hanno fatto miseramente naufragio sotto tutti gli orizzonti e in ogni area del mondo semplicemente perché inesorabilmente fuori tempo! Basta riflettere un attimo sull'analisi del cosiddetto neomarxista Piketty per rendersi conto che quello che auspica è un rafforzamento del sistema economico secondo le sue regole e temperato e coordinato con il benessere la stabilità per i popoli da politiche di welfare possibile e sostenibile!
Di tutto questo, da noi, non esiste nulla! Solo “occuperemo le fabbriche” e sciopero generale! Con oltre metà della popolazione che da questi slogan non si sente né protetta né difesa! E, purtroppo, neppure rappresentata. Basta ricordare che l'articolo della Costituzione che riguarda i sindacati e la loro organizzazione non è stato mai pienamente attuato perché secondo la vulgata di allora, ricreava pericoli di neocorporativismo! Che altro non è che quello al quale assistiamo oggi, senza una reale legge che consenta la rappresentanza “rappresentativa” dei veri interessi in gioco! Ma come sappiamo si tende a innovare la Costituzione soltanto dove la modifica non impatta interessi costituiti, un maquillage, insomma!!

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