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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

La politica … secondo Renzi. Quale Italia ci aspetta?

di Roberto Mostarda

In queste ore si sta concludendo la fase preparatoria del primo governo guidato da Matteo Renzi. Completate le consultazioni con le forze politiche, il premier incaricato è salito al Quirinale annunciando che sabato si presenterà in Parlamento, prima al Senato e poi alla Camera per ottenere la fiducia. Un percorso rapidissimo, ma non tanto, che sta dando un nuovo impulso a quella che è stata una morta gora, benché agitata da mille pulsioni: la politica nazionale. La velocità dell'ex sindaco di Firenze sta provocando una necessaria reazione, si spera benefica, di leader e movimenti. A tutti è stata chiesta una valutazione rapida e una altrettanto veloce adesione o diniego al progetto politico renziano: cambiare verso all'Italia, arrestare il declino del paese, rimediare alle gigantesche carenze che un sistema bloccato (nelle menti più che nei sistemi) ha prodotto e reso pesantissime.

Una ventata di gioventù, si potrebbe dire, che il pur giovane ma compassato Enico Letta, non ha saputo imprimere. Il nuovo attor giovane della scena nazionale ha invece cambiato passo realmente, inutile negarlo, ha accumulato un abbrivio prezioso che gli servirà non appena andrà ad intaccare non tanto la superficie del sistema pubblico, ma anche privato, del paese, quanto il magma di rendite di posizione, privilegi piccoli e grandi, resistenze corporative di ogni colore, che formano il tessuto ormai liso della realtà italiana. La cui trama è ormai impoverita, a rischio di rottura in ogni articolazione con gravi rischi per la tenuta della coesione sociale.
Non inganni, infatti, l'adesione acritica al renzismo che deriva dalla compiacenza al potente di turno frutto della cortigianeria, triste retaggio di quella “serva Italia” che Dante già condannava nel Trecento. Le resistenze, quelle vere, arriveranno al momento di governare realmente il sistema, non sfiorando ma tagliando i nodi gordiani che si incontreranno ad ogni passo, ripulendo ed eliminando le incrostazioni che ci stanno affondando. Quando si toccherà la carne viva, allora sarà il momento della verità, la fine del viaggio di nozze. Speriamo che il risveglio sia meno brusco di quello che potrebbe essere.
Il respiro di legislatura che Renzi ha voluto dare al suo impegno è certo un lodevole obiettivo. Ma pesa l'incompiutezza del cammino istituzionale chiesto dal presidente Napolitano assumendo il suo secondo incarico al Quirinale. Sembra impantanarsi la nuova legge elettorale, l'Italicum, e ancora non si capisce quale sorte dovrà avere il Senato delle autonomie e la nuova Camera quale unico luogo legislativo. Non si tratta di passaggi di poco conto. Le intenzioni di Renzi sono quelle di influire e incidere su tutto e su tutti, una sorta di grillismo costruttivo, in rapporto con l'inconcludenza arrogante e saccente dell'ex comico del drive-in. Vedremo dai primi passi del governo che arriva, quali saranno le differenze di passo, i cambi di verso reali e realistici.
Intanto, almeno sul fronte politico, un po' di chiarezza si è vista. Pur nel bizantinismo che caratterizza senza speranza il nostro sistema (e pensare che l'Italia cattolica e il Vaticano sono nati proprio nel volersi differenziare dalla chiesa e dalla società d'oriente, alla caduta dell'impero romano), abbiamo visto da un lato la vecchia strana maggioranza che si sta trasformando in una probabile nuova strana maggioranza (sostanzialmente quella che ha sostenuto Letta); poi Forza Italia saldamente all'opposizione su tutto ma alleata nelle riforme istituzionali; la sinistra di Sel e company arroccata sull'opposizione saccente dei “rivoluzionari di professione”, degli anti a priori, ma convinti di rappresentare sempre il vero paese, i veri italiani. Peccato che il voto non premi da decenni questa sicumera. Ancora abbiamo i 5Stelle che sono anche loro anti, ma antisistema tout court e non partecipano a nulla, criticando senza saper costruire è perché dovrebbero farlo solo loro che sanno quale paese vogliono gli Italiani. Anche qui non si escludono amare sorprese in caso di voto.
Infine piccoli e grandi partitini dalla Lega alla miriade di cellule del centro e della destra, che potrebbero di volta in volta orientarsi verso l'esecutivo o contrastarlo.
La prima risposta, su quanto ampio è il tessuto del nuovo esecutivo si avrà alle Camere nel fine settimana. Da lì si capirà quanto accadrà nei mesi futuri. Se la velocità impressa da Renzi manterrà la spinta propulsiva o rischierà di rallentare nelle paludi.
Come sempre, in attesa c'è un paese, fiducioso nel profondo ma sfiduciato nella quotidianità. Con grandi potenzialità, ma frustrato nel perseguirle.
Inutile dire che dopo Renzi vi potrà essere solo caos. Non tanto per dare investitura messianica all'ex sindaco e alle sue idee, quanto perché fallita quest'ultima mediazione, lasciata questa che è un’ultima spiaggia per il passaggio indolore dalla seconda alla terza repubblica, non resterà che un mare aperto carico di incognite e privo di punti di riferimento che nessuno auspica e nessuno si può permettere.
Dunque, buon lavoro Matteo. Che la forza sia con te, come diceva il Jedi, saggio di Guerre Stellari. L'oscurità è in agguato, e sa anche mascherarsi! Buon lavoro, per il bene di tutti!

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