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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Rompighiaccio o lenta chiatta fluviale

IcebreakerNasa.jpgdi Roberto Mostarda

E..... vaiiii!!!! Questa, presumibilmente la reazione inespressa ma profonda che Matteo Renzi avrà avuto di fronte alla fiducia delle Camere, dopo il percorso velocissimo e iconoclasta che lo ha portato, contro le sue stesse affermazioni, ha costringere Enrico Letta a lasciare Palazzo Chigi. Quasi un hashtag mentale, un cinguettio virtuale!

Ora Renzi è il premier di questo paese e, non nascondendosi la difficoltà enormi che ha davanti, cerca di infondere alle sue truppe un calore e un entusiasmo necessari pena un sonoro fallimento, non per lui e il suo esecutivo, ma per il paese.
La domanda che viene da porsi, dinanzi all'immensa mole degli impegni e ai moloch contro i quali dovrà scontrarsi, se il governo Renzi si comporterà - come è nel sentire del sindaco d'Italia – da rompighiaccio capace di contrastare gli icerberg e rompere la banchisa per aprirsi la strada verso le cose da fare o muovere lentamente come una chiatta fluviale lungo il fiume San Lorenzo!
Non esistono alternative. Il premier ha in sé l'animo del rompighiaccio, di colui che vuole spezzare le catene che imbrigliano il Paese e riavviarlo su un sentiero virtuoso, ma dietro l'angolo, per lui e per i suoi ministri vi sono trappole inimmaginabili e resistenze poderose che tanto più saranno violente, quanto più si riterranno minacciate! Non sarà una passeggiata e questo Renzi lo sa benissimo. La sua volontà ferrea e autoreferenziale di sapere cosa fare è encomiabile, ai limiti dell'irrazionale, ma dovrà misurarsi – sin dai primi passi, soprattutto quello dell'economia e delle riforme costituzionali ed elettorale – con le pastoie, le sabbie mobili, i trucchi, gli inganni di un sistema che non vuol morire e che, paradossalmente trova nei cinquestelle un pilastro per far affondare il suo tentativo. Insieme a resistenze di ogni genere, politiche, burocratiche, manageriali, locali e via dicendo in un rosario infinito.
L'abbrivio iniziale da rompighiaccio ha già dovuto misurarsi con le correnti contrarie (il non esaltante voto di fiducia) e mal di pancia interessati per poltrone mancate e mancate considerazioni personali e di gruppo. Il cammino resta incidentato e vedremo se l'autostima del premier saprà farlo prevalere. Solo il rompighiaccio che fende la banchisa polare potrà riportare il paese nelle placide acque del fiume della normalità! Non resta che sperare nella prua inarrestabile dello scafo rinforzato capace di affrontare gli iceberg.!!

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