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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Argentina: lingua e cultura italiane

WEB-050-Visita_Embajadora_Teresa_Castaldo_y_pres_Fiat_Cristiano_Rattazzi-600di Giorgio Castore

La presenza a Cordoba dell’Ambasciatore italiano Teresa Castaldo, lo scorso 14 aprile, nell’ambito di un programma di visite nelle diverse circoscrizioni consolari in Argentina, ha costituito l’occasione per due eventi importanti: nella mattinata la firma di un accordo con il Governatore della Provincia, dr. José Manuel De la Sota per l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole della provincia e, nel pomeriggio, per un incontro con rappresentanti della collettività italiana.

Cordoba, seconda città, per abitanti, dopo Buenos Aires, è considerata il centro tecnologico dell’Argentina, di solida base culturale, con il Blocco Gesuita, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, ed industriale, soprattutto per l’insediamento di fabbriche di automobili, Fiat compresa. E proprio Fiat, presente alla cerimonia della mattina con il suo presidente, Cristiano Rattazzi, ha caratterizzato la giornata con la donazione di sedici auto per gli Istituti tecnici meccanici della Provincia per modernizzare la capacità di studio degli allievi.
L’incontro con i rappresentanti della collettività, svoltosi nel pomeriggio, non può definirsi “di routine”, come, invece, spesso accade in analoghe circostanze, intanto perché a differenza di altre circoscrizioni consolari, in quella di Cordoba esiste una Federazione delle associazioni italiane, la FAIC, che testimonia almeno della volontà di superare le frammentazioni molto spesso frequenti nelle collettività italiane, inclini a mettere in risalto più gli elementi di divisione che la volontà di superarle.
Lo stupore manifestato dall’Ambasciatore Teresa Castaldi nel suo discorso per la scarsa presenza giovanile ed il perdurare della crisi in atto, che toglie proprio ai giovani molte opportunità di lavoro e di crescita, anche culturale, sono state alla base dell’invito rivolto ai rappresentanti dell’associazionismo italiano ad una maggiore apertura ai giovani ed ad un loro concreto coinvolgimento in ruoli anche importanti dell’associazionismo stesso.
Nell’intervista pubblicata di spalla, a Prospero Sapone, Presidente della FAIC, abbiamo voluto fornire il punto di vista di un autorevole rappresentante della nostra collettività in particolare sulla vita quotidiana e sui problemi che vivono i nostri connazionali, troppo spesso dimenticati.

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