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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

L'emozione di un gol in Coppa

di Eduardo FioraBrazil and Croatia match at the FIFA World Cup (2014-06-12; fans) 17 Fonte: copa2014.gov.br
traduzione di Giuliana Giannessi

Quando si tratta di calcio, i tifosi, e soprattutto la stampa, trattano gli argentini affettuosamente ed anche ironicamente, come "los hermanos".

Martedì, 1 luglio a San Paolo, la più grande e più ricca città del Brasile, "los hermanos" hanno fatto i festeggiamenti prima, durante e dopo la vittoria dell'Argentina sulla Svizzera per 1-0 nella partita valida per gli ottavi di finale della Coppa del Mondo FIFA 2014.
È stato stimato che più di 100.000 argentini circolavano per le strade della città, teatro di una grande partita decisa solo nei minuti finali degli emozionanti tempi supplementari.
Più che la gioia della tifoseria dentro e fuori lo stadio, un’emozione in particolare ha catturato l'attenzione di molte persone: la narrazione fanatica del gol della salvezza firmato da Di Marai, un passaggio geniale di Lionel Messi, nella voce del locatore Alejandro Fantino della radio La Red.
La rivalità tra Brasile e Argentina è sempre stata grande ed ha raggiunto gli apici dopo che Diego Armando Maradona è diventato una superstar in tutto il mondo, scatenando una polemica nei confronti di Pelè.
Fantino, nella sua narrazione, porta al limite - o al di là di essa - questa rivalità. Dopo il gol di Di Marai, urla in direzione dei  tifosi brasiliani "Io ho il Papa. Ho il Papa. Voi non avete nulla." E ancora: "Qui (Brasile) non potevamo morire. Non voglio morire qui. Non voglio morire in Brasile. Se perdiamo in questa terra, portatemi alla frontiera. Nel Paraguay, o dovunque. Ma non in Brasile." (Ascolta un estratto della narrazione nel link)
La storia di Alejandro Fantino ha ottenuto un riflettore su internet e perfino nelle radio brasiliane. Lo stile appassionato e provocatorio al 100% ha diviso le opinioni. Alcuni considerano la narrazione un’esagerazione senza senso. Altri sostengono tale passionalità.
Sono questo tipo di polemiche che rendono il calcio uno sport mondiale, in grado di strappare dalla Sala Ovale l'essere più potente del pianeta, Barack Obama, che in piedi stava assistendo alla partita non meno emozionante tra Stati Uniti e Belgio.

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