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  • Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Marina Silva e la "rottamazione" tropicale

Marina Silva e Eduardo Campos nel 2013. Foto José Cruz/ABr-Agência Brasildi Eduardo Fiora
traduzione di Giuliana Giannessi

San Paolo (Brasile). La tragica morte, in un incidente aereo, di Eduardo Campos, 49 anni, del Partito Socialista Brasiliano (PSB) candidato alla presidenza della Repubblica, porta sulla scena elettorale un nuovo e decisivo personaggio: Marina Silva, che fino ad allora era la compagna scelta per la vicepresidenza.
Mercoledì 13 agosto, quando l’aereo modello Cessna, che trasportava Campos si è schiantato in una zona residenziale della città costiera di Santos, il candidato socialista occupava, secondo gli istituti di ricerca, il terzo posto nella preferenza degli elettori. Né da lontano, fino a quel momento, aveva minacciato le pretese di rielezione del presidente Dilma Rousseff, del Partito dei Lavoratori (PT).

Con il 36% "la Rousseff" era in testa nei sondaggi elettorali, con il socialdemocratico Aécio Neves (PSDB) al secondo posto (20%). Campos era al terzo posto con appena l'8%. Coloro che dichiaravano di essere indecisi o che avrebbero votato in bianco/nullo erano pari al 27%.
I funerali delle sette vittime del disastro aereo accaduto a Santos si sono svolti domenica, 17. Lunedì 18, il Brasile si svegliava con una notizia che cambiava completamente la scena elettorale: una ricerca dell’Istituto Datafolha mostrava la Rousseff con il 36%, Marina Silva, 21% e Aécio Neves, 20%. Con Dilma e Aécio stabiliti agli stessi livelli della ricerca precedente, quello che abbiamo visto è stato il recupero di Marina conquistando il voto di coloro che erano indecisi o disposti a votare bianco/nullo.
Nella campagna elettorale, Campos e Marina si presentavano come la terza via che tentava da un lato di rompere la polarizzazione PT-PSDB che dura già da 20 anni e, in secondo luogo, di mandare all’opposizione i tradizionali politici di stile populista o fisiologico. Era in corso una "rottamazione" tropicale, con sfumature di profilo renziano e grillino.
Senza lo stile teatrale e aggressivo di Beppe Grillo, Campos combatteva con fermezza, tutta un'intera generazione di deputati e senatori abituati a frequentare la cupola del potere, ora alleandosi al PT, ora in perfetta sintonia con il PSDB, sempre per convenienza. Se il leader del Movimento 5 Stelle promette di mandare a casa esponenti della vecchia politica italiana, Eduardo Campos diceva che era arrivata l’ora di mandare all’opposizione le volpi del potere.
Seguendo il miglior stile di Matteo Renzi, Campos prometteva un nuovo Brasile proprio a partire da una serie di riforme, tra cui quella della Previdenza Sociale e quella del sistema politico. "Non si può fare una pulizia politica parlandone male bensì facendo cambiamenti con un occhio ad essa. Non è possibile annullare tutto ciò che abbiamo costruito, ma si può migliorare la qualità della rappresentanza parlamentare ed aumentare le condizioni di controllo degli elettori su quelli che sono eletti", sosteneva il leader socialista.
Erede del discorso di Eduardo Campos, l’ex senatrice Marina Silva è leader di un gruppo che, non potendo lanciare un proprio candidato alla presidenza, ha scelto di rifugiarsi nel PSB. Nel prendere il posto del defunto leader socialista, Marina spera di portare con sé almeno 20 milioni di voti (19% degli elettori), che aveva conquistato nelle elezioni del 2010.
Per questo, è necessario articolare il suo discorso con uno stile più vicino a quello di Eduardo Campos, che cercava di rompere la polarizzazione PT-PSDB aggregando soprattutto un elettorato moderato. Marina, in un breve periodo di tempo, dovrà mostrarsi ai brasiliani molto più renziana che una grillina guerriera e bellicosa.

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