• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

L’albero di Natale tra storia e leggenda

L’albero di Natale tra storia e leggendadi Luisanna Tuti -

L’albero è da sempre il simbolo della vita. Fu per questa ragione che San Bonifacio, energico evangelizzatore tedesco, manifestò il suo disappunto verso gli adoratori di Thor, di Odino ed altre divinità che affollavano la Germania dell’epoca, abbattendo la gigantesca quercia di Donar, luogo di adorazione pagana, alla base della quale si facevano anche sacrifici umani. Bonifacio si accorse che tra le radici di quel vetusto gigante, si stava facendo spazio con grande fatica, una timida conifera: l’abete.
Il Santo decise allora che quello sarebbe divenuto il simbolo della religione cristiana in Germania. Rimase per molto tempo solo una tradizione protestante, per la quale l’albero rappresentava il trascorrere del tempo.

Nel mondo cattolico arrivò nell’epoca del Congresso di Vienna (1814), quando le varie monarchie e case regnanti iniziarono a festeggiare il Natale addobbando degli abeti. Ben presto questa “moda” si diffuse anche tra la gente di ogni ceto e divenne “tradizione”.
Per la Chiesa romana l’albero fu scelto perché di legno, materiale con cui era fatta la Croce di Cristo.
In Italia cominciò ad affacciarsi nel 900 e divenne fenomeno di massa nel secondo dopoguerra. Ma perché proprio l’abete?
Esistono varie leggende che vogliono giustificare l’abete come simbolo del Natale: la prima narra di un bimbo che, in cerca di legna nel bosco, si perse e, al calare della sera, si accorse che l’unico albero che aveva le fronde e lo poteva proteggere era un piccolo abete i cui rami giungevano fino a terra.
Vi si riparò e, la mattina seguente, la gente del villaggio lo trovò rannicchiato sotto i rami che, coperti di neve e ghiaccioli, brillavano al sole come cristalli luminosi. Allora decisero che ad ogni Natale avrebbero ricostruito quel momento di gioia in ogni casa, riproducendo quello scintillio di luci argentee, montate su un piccolo o grande abete. Un’altra storia racconta che nel 1611 la contessa di Brieg, dovendo dare una importante cena natalizia nel suo castello, si era accorta che un angolo del salone era troppo spoglio. Allora, indossando un scialle si mise a girovagare per il giardino fino a quando vide un bellissimo alberello verde e fronzuto. Chiamò il giardiniere e lo fece travasare e portare in casa. Le sembrò talmente bello ed ornamentale che ad ogni Natale faceva portare in sala un abete e lo addobbava con dolcetti e fili di seta.
Alcuni lo descrivono anche come uno degli alberi che crescevano nel giardino dell’Eden.
Qualunque sia la vera ragione della scelta dell’abete come albero di Natale, ad un certo punto tutte le associazioni ambientaliste cominciarono a manifestare un sentito disappunto poiché, nel periodo delle festività, si faceva scempio di alberi e si abbattevano troppi abeti.
Da ciò nacque l’esigenza di crearne dei “fratelli di plastica”, che oggi sono molto diffusi nelle nostre case: non sporcano e si possono utilizzare per tanti anni, quindi… molto economici, soprattutto nei periodi di crisi come il nostro.

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