• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

ESCALATION

di Roberto Mostarda -

Non passa giorno che non ci troviamo di fronte a questo termine, mutuato dalla lingua inglese ma che tanto ha di nostrano, pensiamo a scalata, aumento, crescendo e così via.
Il quadro mondiale ci parla di escalation della diffusione del virus ebola, di attività terroristiche degli estremisti islamici dell'Isis tra Siria ed Iraq, o ancora di escalation militare nell'Ucraina orientale da parte russa e dei ribelli o di risposta in crescendo dei militari di Kiev!
Se poi ci volgiamo a casa nostra c'è sempre in agguato un'escalation di toni e polemiche per ogni aspetto delle riforme in corso annunciate o abbozzate dal governo.
Se andiamo a vedere il significato del termine troviamo che esso indica qualsiasi comportamento o azione, nel loro corso, caratterizzati da un aumento graduale di impegno o di intensità.
E' poi sul fronte militare che la parola ha avuto la sua massima applicazione, pensiamo ai prodromi delle guerre mondiali e a quelli degli innumerevoli conflitti che punteggiano il secondo dopoguerra (emblematica la vicenda del Vietnam, con la famosa escalation dell'impegno bellico statunitense)!

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Autunno

di Roberto Mostarda - 

L’estate non è ancora conclusa dal punto di vista meteorologico, mentre dal punto di vista politico, siamo ormai entrati in autunno! E’ questa la parola che abbiamo scelto per questa riflessione. Innanzitutto, il significato proprio del termine. Autunno indica la terza delle quattro stagioni dell’anno, fra l’estate e l’inverno, che va dal 23 settembre al 22 dicembre nell’emisfero settentrionale (per i meteorologi dal 1° settembre al 30 novembre), e da marzo a giugno nell’emisfero meridionale. Tutta una pubblicistica parla di autunno, di prime piogge d’autunno, di caldi colori dell’autunno.
Per autunno, si intende anche il periodo della vita, di un’età storica, che succede alla piena maturità e segna l’inizio dell’invecchiamento, del declino, della decadenza.
Nel linguaggio politico, che è quello che più ci muove, autunno fa riferimento a momenti di tensione sociale che seguono la conclusione dell’estate. Il termine autunno caldo, in Italia, si riferisce a quello del 1969, anno nel quale le forti spinte alla trasformazione del paese nate con il sessantotto studentesco, trasferiscono la loro forza propulsiva nel tessuto sociale e sindacale. Provocando evoluzioni e dinamiche che ancora oggi attraversano la società italiana.

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Apologia

di Roberto Mostarda - 

Per apologia si intende nel senso della parola greca ripresa poi nelle lingue moderne, la «difesa» in senso ampio di qualche cosa. Secondo l’antica procedura attica, si descriveva il discorso in propria difesa che l’accusato pronunciava personalmente. La più famosa quella di Socrate, ricordata nell’opera di Platone ed in una di Senofonte, in cui si riferisce il discorso che Socrate avrebbe pronunciato a sua difesa nel processo terminato con la sua condanna.
Quindi, estensivamente si dice apologia, il discorso pronunciato o scritto a difesa e spesso anche a esaltazione di sé e della propria opera, o di un’altra persona, di una fede, dottrina o anche difesa o esaltazione di fatti o comportamenti illeciti o comunque contrarî alle leggi, prevista e punita dal codice penale. Infine il nome designava nella liturgia antica alcune preghiere della messa, che il sacerdote recitava per implorare il perdono delle proprie colpe e delle quali, nella liturgia moderna, è rimasto il Confiteor (oggi salmo penitenziale) al principio della messa.

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RECESSIONE

di Roberto Mostarda -

Ripresa sì, ripresa no! Siamo in decrescita, l’inflazione è a zero! Buio nel tunnel, no c’è una luce in fondo al tunnel!
Non passa giorno che sui giornali, in televisione, nei notiziari, nei dibattiti, si faccia un gran parlare di termini economici che ad onta della ripetitività con la quale ci colpiscono, non sembrano essere ancora consueti. Regna la confusione! Un giorno dobbiamo sentirci sollevati perché lo spread continua a scendere, quello dopo dobbiamo preoccuparci perché lo stesso indice è troppo basso e questo vuol dire retromarcia dell’economia, poca attrattività!
In sostanza si ha la sensazione che studi economici, report internazionali, agenzie di rating, istituti finanziari ballino continuamente sull’orlo del precipizio e tanto più ballano quanto più non si vede una linea di tendenza! Ma qualcuno ci capisce qualcosa, verrebbe da dire semplicisticamente? Se non si trattasse di spostamenti mondiali di risorse, denaro, ricchezza, si potrebbe fiolosofeggiare, ma ogni passo, ogni sospiro di un analista potrebbe decretare difficoltà e default parziali o generali. Troppi sono gli attori che pur impegnati sullo stesso scenario, agiscono con intenti divergenti e a volte contrari! siamo al mondo occidentale trainato dagli Usa, alla Russia in cerca di rivincita, alla Cina che balla da sola ma che tutti ci riguarda! Ognuno di questi attori parla agisce per il proprio particolare con il benservito allo spirito mondiale, all’azione coordinata che dovrebbe aiutare i più svantaggiati senza indebolire i più forti! Utopie, sogni realizzabili a quanto pare. Ci resta il senso della crisi e il suo morso sempre più percepibile.

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SCHERNO

di Roberto Mostarda -

E’ una parola particolare quella che affrontiamo questa settimana. E lo facciamo in modo in parte diverso da quello che etimologicamente essa significherebbe. In primis il senso preciso del termine: l’atto, il fatto di deridere, di mettere in ridicolo con malanimo, in modo sprezzante. Con significato più attenuato, sentire disprezzo o disinteresse, non curarsi.
L’occasione - per usare un valore estensivo del termine - ci è data dallo sconcertante episodio che ha visto l’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, intervenire nel corso di un seminario nell’ambito del Master in Scienze criminologiche e psicopatologico-forensi della facoltà di Medicina dell’università La Sapienza di Roma, per parlare tra l’altro della «gestione del controllo del panico» in situazione di crisi.

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Trégua


di Roberto Mostarda -

Il termine di questa settimana ha molteplici valori ed interpretazioni che lo legano sia alla situazione internazionale che a quella politica nazionale.
Parliamo della “tregua”. Con essa nei dizionari si intende la “sospensione temporanea delle ostilità stabilita da due belligeranti ed estesa a tutto il teatro di guerra o a un solo settore, stipulata per raccogliere feriti, seppellire morti, prendere misure igieniche, chiedere ordini e istruzioni per agevolare trattative. In senso più generico, la sospensione temporanea delle azioni belliche, anche non conseguente a un patto.

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