• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

RECESSIONE

di Roberto Mostarda -

Ripresa sì, ripresa no! Siamo in decrescita, l’inflazione è a zero! Buio nel tunnel, no c’è una luce in fondo al tunnel!
Non passa giorno che sui giornali, in televisione, nei notiziari, nei dibattiti, si faccia un gran parlare di termini economici che ad onta della ripetitività con la quale ci colpiscono, non sembrano essere ancora consueti. Regna la confusione! Un giorno dobbiamo sentirci sollevati perché lo spread continua a scendere, quello dopo dobbiamo preoccuparci perché lo stesso indice è troppo basso e questo vuol dire retromarcia dell’economia, poca attrattività!
In sostanza si ha la sensazione che studi economici, report internazionali, agenzie di rating, istituti finanziari ballino continuamente sull’orlo del precipizio e tanto più ballano quanto più non si vede una linea di tendenza! Ma qualcuno ci capisce qualcosa, verrebbe da dire semplicisticamente? Se non si trattasse di spostamenti mondiali di risorse, denaro, ricchezza, si potrebbe fiolosofeggiare, ma ogni passo, ogni sospiro di un analista potrebbe decretare difficoltà e default parziali o generali. Troppi sono gli attori che pur impegnati sullo stesso scenario, agiscono con intenti divergenti e a volte contrari! siamo al mondo occidentale trainato dagli Usa, alla Russia in cerca di rivincita, alla Cina che balla da sola ma che tutti ci riguarda! Ognuno di questi attori parla agisce per il proprio particolare con il benservito allo spirito mondiale, all’azione coordinata che dovrebbe aiutare i più svantaggiati senza indebolire i più forti! Utopie, sogni realizzabili a quanto pare. Ci resta il senso della crisi e il suo morso sempre più percepibile.

Ecco perché questa settimana parliamo di recessione e, contemporaneamente di deflazione.
Il primo termine indica l’atto, il fatto di recedere. Il vocabolo latino è tornato poi nel nostro linguaggio come sostantivo inglese, recession e introdotto nel linguaggio economico per indicare una flessione nello sviluppo o addirittura un regresso nell’attività economica che, se di breve durata, può considerarsi un’oscillazione occasionale del movimento d’ascesa, oppure può preludere a una vera e propria crisi, cioè alla depressione come fase discendente finale del ciclo economico.
Accanto a recessione, spesso sentiamo parlare sempre più di deflazione! Ma che cos’è? Anche qui ci soccorre la lingua inglese dove deflationindica «sgonfiamento», in contrapposizione a inflation «inflazione». Consiste in sostanza nella riduzione del livello generale dei prezzi e nel conseguente aumento del potere d’acquisto della moneta, generalmente determinati da una riduzione della quantità di moneta in circolazione rispetto al reddito prodotto: si tratta di fenomeno indesiderato manifestatosi in passato generalmente associato a una riduzione dell’attività economica. Nel linguaggio corrente il termine viene usato impropriamente per designare una riduzione drastica o improvvisa del tasso d’inflazione, mentre la politica che persegue tale riduzione dovrebbe denominarsi piuttosto disinflazione.
In statistica economica, infine si indica l’operazione mediante la quale si trasformano serie storiche relative a fenomeni economici (reddito nazionale, investimenti, consumi, ecc.), espressi in moneta corrente e sempre più svalutata, in analoghe serie di valori espressi in moneta costante con riferimento ai prezzi di un anno determinato.
Appare abbastanza evidente, come al di là delle spiegazioni, resti la sensazione generale di incertezza e di non comprensione esatta di cosa tutto questo abbia a che fare con la vita quotidiana. Di tutto ciò sentiamo soltanto il peso, mentre nessuno sa quale strada indicare per uscire da queste strettoie. Ad ogni tesi se ne contrappone un’altra e ognuna vuol per sé la palma dell’unica ricetta da adottare!
Come recitava l’antico adagio per la fenice: che vi sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa!

 

Italian Media s.r.l. - via del Babuino, 99, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu