• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Condivisione

di Roberto Mostarda - 

Dividere con altri, ma anche avere in comune. L'atto del condividere, appunto la condivisione, indica dunque l'attitudine a vivere qualche cosa con qualcun'altro.
Da sempre nella politica italiana, come anche nell'economia, si usa questo termine per indicare la necessità o anche l'opportunità di assumere insieme responsabilità per fronteggiare una difficoltà, risolvere una questione spesso annosa! Sempre c'è in gioco un bene superiore che deve indurre ognuno, ogni cittadino, a fare la sua parte.
Non sfugge però un altro dato: per condividere è elemento fondante l'avere qualche cosa in disponibilità per poterla mettere in comune. Dunque condividerla! Se manca questo requisito si verte in un rapporto non equilibrato dove a qualcuno si chiede di condividere qualche cosa che non ha. E questo è certamente un elemento che falsa la questione.

Lasciando l'aspetto terminologico puro e volgendoci ad analizzare la realtà che ci riguarda, non è difficile comprendere che l'esortazione a condividere responsabilità, oneri, non sempre vantaggi, sia un fattore dirompente in termini sociali, politici ed economici! Pensiamo al cittadino esemplare, corretto dal punto di vista fiscale, rispettoso delle leggi. Costui è sempre il primo al quale il governo, gli enti locali, persino le imprese fanno riferimento per chiedere di "condividere" l'onere del risanamento. Se sbaferebbe tutto lineare se non fosse per un piccolo ma non insignificante particolare: il suddetto non è libero di scegliere la condivisione o meno. Non può sottrarsi alla richiesta pressante: "deve" invece condividere, anche quello che non ha! Di qui l'inevitabile assenza o carenza, a livello mentale dello stato necessario per condividere, cioè l'avere qualcosa da mettere in comune!
Eppure non passa giorno in cui non venga posto l'accento sulla eticità e sul valore sociale di condividere soprattutto nelle difficoltà.
Se ci volgiamo all'economia, poi, il quadro si complica. Qui spesso si chiede al cittadino di cui sopra di condividere qualcosa che ancora non ha, che potrebbe avere a determinate condizioni che non si verificano quasi mai! Dunque un atto di fiducia sulle virtù della condivisione che resta perciò ad un livello virtuale!
Se ne può dedurre che condividere sia un gesto quanto meno singolare, assolutamente rischioso anche se sembra costituire un elemento di coesione sociale, almeno a livello individuale! Quando ci si volge a livello sociale, non si deve dimenticare l'antico adagio che dove manca il guadagno, la rimessa è assicurata!
Dunque, condividere è una scelta personale che potremmo sottolineare può essere fatta, ma spesso a proprio rischio e pericolo!

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