• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Emendamento della Costituzione: una situazione di stallo che dura da 15 anni.

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L‘articolo 149 del codice penale brasiliano prevede una pena da due a otto anni di reclusione per l'atto di "ridurre una persona ad una condizione analoga alla schiavitù , sottoporla a lavoro forzato o ad una giornata stressante, e a condizioni degradanti di lavoro o limitare, con qualsiasi mezzo, la sua locomozione a causa del debito con il datore di lavoro o l'agente".

Nel Congresso Nazionale é in discussione la proposta di emendamento di modifica della Costituzione (PEC) che altera l'articolo 243 della Magna Carta brasiliana, consentendo l'esproprio dei terreni dove viene messo in atto lo sfruttamento dei lavoratori. Le terre sarebbero destinate alla riforma agraria o programmi di edilizia residenziale popolare, senza indennizzo al proprietario. L'approvazione del PEC è un romanzo che dura da 15 anni.
Approvata nel secondo turno dalla Camera dei Deputati, la PEC è tornata al Senato per essere votata. I senatori legati ai gruppi dell'agroalimentare lottano per cambiare il testo approvato dai deputati. Essi sostengono che il concetto di lavoro schiavo fissato dal codice penale è “molto vago” e propongono che il Congresso definisca la nozione di lavoro schiavo, prima di approvare la PEC.
Il relatore di questa proposta, senatore Romero Juca (PMDB - RR), ha definito che la mera violazione del diritto del lavoro non può essere considerato come lavoro in regime di schiavitù. Ha anche eliminato la definizione del lavoro schiavo, ossia sottoporre il lavoratore a giornate stressanti e a condizioni di lavoro degradanti, come previsto dal codice penale. In secondo luogo sarebbe considerato lavoro in regime di schiavitù quando esiste coercizione per il lavoro forzato, restrizione della libertà per debito o appropriazione di oggetti personali.
La proposta del senatore Jucá, ovviamente, non soddisfa, né i rappresentanti dei lavoratori e molto meno la Commissione Pastorale della Terra, dal momento che il 90% delle denunce di lavoro schiavo in Brasile sono relative a giornate stressanti e lavoro degradante.

E.F.

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