• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Imprese di produzione di carbone e degrado per il lavoratore

lavoro_schiavo_4-Agencia_Brasiltraduzione Giuliana Giannessi 

L'osservatorio virtuale Amazonia.Org tiene sotto controllo gli indici economici e sociali della immensa riserva naturale brasiliana, palco di numerose violazioni dei diritti umani, come quello di mantenere i lavoratori in situazioni simili ai lavori forzati, cosa che accade di frequente nel settore dell’estrazione del carbone. Il Brasile è il maggior produttore mondiale di questo prodotto secondo le statistiche delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura.

Secondo il "Bilancio energetico nazionale 2013", del Ministero dell'Energia, nel 2012 la produzione totale era di 7,4 milioni di tonnellate.
Nel registro dei datori di lavoro del Ministero del Lavoro divulgato alla fine del 2013, la "lista sporca" riporta, tra i vari nomi, 21 datori di lavoro la cui attività è la produzione della sostanza nera tramite combustione della legna.
In una carbonaia nello Stato di Tocantins, una ventina di lavoratori sono stati sottoposti a condizioni degradanti per quanto concerne lavoro e alloggio. Oltre a ciò, sono stati sottoposti a libertà limitata a causa delle continue minacce del datore di lavoro, che é arrivato a confessare di aver aggredito un lavoratore con pugni e calci. Il cibo offerto a questi schiavi dell'era moderna veniva preparato senza alcuna condizione basica di igiene e con sale destinato ai bovini, non quello che si usa in cucina. I pasti venivano consumati in mezzo al bosco, vicino alle carbonaie o a lato di tronchi d’alberi, usati come sedili. I dipendenti non avevano alcuna protezione dal sole o dalla pioggia, animali domestici o selvatici. L' acqua non era potabile.
Per quello che riguardava il lavoro, non c’erano servizi igienici ed i funzionari lavoravano senza dispositivi di sicurezza, esposti ad alte temperature, fumo, polvere e all’impatto di carichi di carbone, effettuati direttamente sulle spalle, in una maniera che ci riporta al famoso romanzo Germinal (1885), in cui Emile Zola, il padre del naturalismo, racconta le condizioni disumane a cui erano sottoposti i minatori francesi.

(EF)

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