• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Gli investitori esigono sicurezza legislativa sulle concessioni autostradali

Gli investitori esigono sicurezza legislativa sulle concessioni autostradalia cura di Eduardo Fiora 
traduzione di Giuliana Giannessi

All'apertura nel mese di settembre di quest'anno, dell'asta per la concessione dell’autostrada BR 262 che collega due importanti stati del Brasile, Minas Gerais e Vitória, l'amministrazione Rousseff si è trovata di fronte ad una spiacevole sorpresa: non c'era alcun concorrente disposto ad effettuare offerte in un processo di concessione autostradale per un periodo di 30 anni.

Subito dopo il fallimento dell'asta, politici dell'opposizione, esperti dell’area dei trasporti e giuristi hanno iniziato una vera e propria tavola rotonda virtuale, trasportando per i media le analisi e opinioni sul risultato negativo raccolto dal governo. In ogni discorso, articoli e servizi giornalistici, un unico filo conduttore favoriva la chiara comprensione di ciò che in realtà era accaduto: la concessione della BR 262 ha avuto come principale ostacolo l'insicurezza giuridica e politica del processo post-asta, cioè gli investitori temevano cambiamenti nelle regole del gioco in uno scenario a lungo termine.
La sfiducia del settore privato non nasce dal nulla. È il risultato dei recenti avvenimenti che mettono in risalto la fragilità del sistema di concessione autostradale proposto dal governo. Nel mese di giugno, quando milioni di brasiliani si sono riversati nelle strade delle principali città per rivendicare politiche eque sociali e riduzione tariffaria sui mezzi pubblici, tra le altre cose, alcuni governatori degli stati dove le autostrade stanno operando in regime di concessione pubblica, hanno deciso perentoriamente, di congelare le tariffe dei pedaggi, fonte di remunerazione dei concessionari.
Anche prima della decisione politica di congelare le tariffe, il Pubblico Ministero in diverse azioni in tribunale, sosteneva l'illegittimità o anche il valore dei pedaggi su determinati tratti di autostrade in regime di concessione.
La Fondazione Getulio Vargas (FGV), una delle principali istituzioni accademiche del Brasile in materia di economia, ha fatto studi approfonditi sulla complessa situazione del sistema delle concessioni nel settore dei trasporti. Esperto in materia, il professor Arthur Barrionuevo sostiene che, sebbene esista da parte del governo la buona intenzione di regolamentare il regime di concessione, non si può perdere la necessità di incentivo economico per i nuovi investimenti. Ha evidenziato alcuni fattori che, a suo parere, complicano nei paesi sudamericani, come la presenza di settori molto monopolizzati, intensità di capitale, rischi politici (modifiche di regole) ed economici. "C'è un notevole rischio nell’investimento in progetti che tarderanno 30 anni per avere un ritorno economico. E l’investimento nelle infrastrutture è ad alto rischio e quindi è più costoso".Gli investitori esigono sicurezza legislativa sulle concessioni autostradali
Il settore privato ha reagito con fermezza all’esigenza del modello di concessione che tragga sicurezza giuridica a chi investe. In un recente articolo pubblicato sul giornale Valor, il presidente dell'Associazione Brasiliana di Concessionari di Autostrade, Moacyr Servilha Duarte, va dritto al sodo. "Purtroppo, alcuni stati brasiliani hanno emesso segnali preoccupanti per gli investitori. Il Rio Grande do Sul sta estinguendo il programma di concessione autostrade, senza riconoscere gli squilibri finanziari che ha causato, scaricando la decisione nelle aule dei tribunali. Il governo dello Espírito Santo, così consapevole della conservazione dei contratti quando coinvolgono i loro interessi come produttori di petrolio, ha lasciato, dopo le manifestazioni di giugno, che fosse ridotta la tariffa da R$ 1,90 a R$ 0,80 nel Ponte di Vitória, che integra la 'Rodovia do Sol' ".
Per Duarte "L’impraticabilità di riscossione del pedaggio dopo la realizzazione di una parte significativa degli investimenti e la non realizzazione da parte del potere pubblico di opere che si impegnano a dare fattibilità al progetto, come è avvenuto, stanno nella memoria degli imprenditori ed espandono il reale timore di partecipare ad alcune concessioni previste."

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