• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Brasile chiama Italia per ampi partenariati

Brasile chiama Italia per ampi partenariatia cura di Eduardo Fiora 
traduzione di Giuliana Giannessi

Un gigante tropicale dalle dimensioni continentali – 8.515,767 mila kmq - e dove vivono 200 milioni di persone, ha il suo sviluppo economico bloccato a causa della grande fragilità della rete primaria di infrastrutture: trasporti, costruzioni e logistica.
In questo paese, denominato Brasile, il presidente, Dilma Rousseff, i governatori di 26 stati (equivalenti alle regioni italiane) e sindaci delle grandi città sono ben consapevoli che senza l'investimento di capitali privati non vi è alcun modo per sciogliere i grandi nodi principali e strozzature verificati nei porti, aeroporti, autostrade e ferrovie .

La legge brasiliana offre agli investitori stranieri due forme classiche di apporto di capitali in settori collegati alle infrastrutture: i cosiddetti Partenariati Pubblico-Privato (PPP) e il sistema di concessione di servizi.
Per diffondere questi due modelli per attrarre investimenti privati in settori ritenuti strategici, il Brasile ha mostrato il suo atteggiamento a partire da numerosi eventi internazionali e incontri bilaterali.
L'ultima di queste iniziative è il seminario "Brasile infrastrutture - Opportunità di business nel settore brasiliano dei trasporti", previsto per il 28 novembre presso l'Auditorium dell'Ambasciata del Brasile a Roma.
Alla vigilia di questo incontro, “Italiani” pubblica un servizio speciale che mette il lettore al centro dei principali argomenti che verranno dibattuti tra brasiliani e italiani nell’incontro di questo giovedì, nell'elegante ambasciata ubicata in uno dei punti più nobili di Roma: Piazza Navona.

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