• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Pittura e scultura di Ernesto De Fiori

Pittura e scultura di Ernesto De Fioride Eduardo Fiora 
traduzione di Giuliana Giannessi

Sangue romano nel Modernismo brasiliano
Negli ambienti artistici di San Paolo negli anni ‘30 e ‘40 del XX secolo, solamente l’italiano Ernesto De Fiori avrebbe fatto amici ed avrebbe lasciato un’importante eredità. Nato a Roma nel 1884, ha trascorso gran parte della sua vita a Berlino e Monaco di Baviera. Naturalizzatosi tedesco, ha partecipato alla prima guerra mondiale. Negli anni '30, con l'indurimento del nazifascismo in Europa, lascia la Germania, scegliendo come destinazione il Brasile dove arriva nel 1936. Decedette a San Paolo nel 1945. Il sito del Museu de Arte Contemporânea da USP descrive così il profilo dell'artista.

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La rotta dei mulini a Ilópolis , Rio Grande do Sul

La rotta dei mulini a Ilópolis , Rio Grande do Suldi Eduardo Fiora 
traduzione di Giuliana Giannessi

Distante 196 km da Porto Alegre, capitale del Rio Grande do Sul, la città di Ilópolis (circa 5000 abitanti) conserva importanti testimonianze dell’immigrazione italiana in terra ‘gaucha’. Nel 1905 iniziò la colonizzazione del municipio attuale di Ilópolis, con l'arrivo degli immigrati. Nel 1911, cominciarono ad arrivare i primi colonizzatori italiani, figli e nipoti di immigrati italiani provenienti da Caxias do Sul, Bento Gonçalves e Veranopolis. Venivano attratti dall’ elevata concentrazione di pini,dato che erano taglialegna di mestiere. Nel marzo del 1914, ha ricevuto il nome di Figueira.

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La mangiatoia napoletana a San Paolo

Presepio napolitano. Foto Museu de arte sacra de São Paulodi Eduardo Fiora 
traduzione: Giuliana Giannessi

Una rappresentazione di uno dei simboli universali della nascita di Gesù e un’opera d’arte di oltre 1.620 pezzi del secolo XVIII, epoca del regno di Carlo III a Napoli. Questo è il Presepio Napoletano di San Paolo, paragonabile solamente a quelli che si trovano nei musei San Martino (Napoli) e Metropolitano (New York). Basata su ricerche e installazioni anteriori, la sua nuova scenografia riproduce con fedeltà il paesaggio napoletano, permettendo che figure ed accessori - fatti e scolpiti in terracotta e legno - guadagnano vita e movimento nella sua ricchezza di dettagli ed espressioni.

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Eredità italiana nella biodiversità tropicale

Raddi - il suo lavoro in Brasile. foto Unibo.itdi Eduardo Fiora 
traduzione di Giuliana Giannessi

Nel novembre 1807, la famiglia reale portoghese fu costretta a imbarcarsi per il Brasile, fuggendo dalle truppe napoleoniche, che in quel mese avevano invaso il Portogallo, governato dal principe reggente Dom João.
La permanenza della corte lusitana a Rio de Janeiro favorì la venuta di vari scienziati europei interessati all’esotica fauna e flora brasiliana. Uno di questi fu il fiorentino Giuseppe Raddi (1770 - 1829), che sarebbe sbarcato nel 1817, arrivato con la comitiva che portò a Rio de Janeiro, Carolina Josefa Leopoldina, figlia dell'imperatore d'Austria e futura imperatrice del Brasile, dato che si sarebbe sposata per procura con l'allora principe Dom Pedro, figlio del sovrano del Portogallo.

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La polenta come simbolo di identità italiana

La polenta come simbolo di identità italianadi Eduardo Fiora  
Traduzione Giuliana Giannessi

In Brasile, l'identità italiana ha un posto d'onore in una delle parti più sensibili dell'anima italiana: la cucina. Una delle eredità gastronomiche abbastanza rilevante lasciata dai pionieri che hanno attraversato l'Atlantico disposti a " Far l' America", è senza dubbio la polenta.
Il complesso musicale Stella di Pietra stabilitosi nella città di Itá (stato di Santa Catarina) ha 7 membri, il cui obiettivo è quello di diffondere la musica e la cultura italiana preservando le radici degli antenati e dare continuità alla cultura come esempio da seguire da parte dei bambini e giovani. Il video di Bella Polenta è una dimostrazione significativa del patrimonio lasciato dai coloni italiani.

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Rio de Janeiro e l'eredità di un artista salernitano

Rio de Janeiro e l'eredità di un artista salernitanodi Eduardo Fiora 
traduzione di Giuliana Giannessi

Pittore, disegnatore, insegnante, l'italiano radicato in Brasile, Eliseu Visconti, ha lasciato un'eredità importante nella storia dell'arte brasiliana. Secondo il sito ufficiale dell'artista (http://www.eliseuvisconti.com.br), Eliseu Visconti "nacque il 30 luglio 1866, nel villaggio di Santa Catarina, comune di Giffoni Valle Piana, provincia di Salerno, Italia".
Figlio di Gabriele d'Angelo e Christina Visconti, sarebbe emigrato in Brasile, con un anno di età, secondo Frederico Barata, suo biografo principale e autore del libro ufficiale del pittore 'Eliseu Visconti ed il suo tempo', 1944. Tuttavia, successive informazioni, fornite anche dal figlio, Tobias d'Angelo Visconti, rivelano che Visconti si trasferì in Brasile ancora ragazzino.
Una lettera di suo pugno, inviata da Eliseu Visconti il 26 agosto 1938 ad Oswaldo Teixeira, al tempo direttore del Museo Nazionale di Belle Arti, è l'unico documento che fa riferimento all'anno in cui Visconti immigrò. Nel testo sembra che la sua venuta in Brasile si sarebbe verificata nel 1873, a sette anni quindi.

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