• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

La rotta dei mulini a Ilópolis , Rio Grande do Sul

La rotta dei mulini a Ilópolis , Rio Grande do Suldi Eduardo Fiora 
traduzione di Giuliana Giannessi

Distante 196 km da Porto Alegre, capitale del Rio Grande do Sul, la città di Ilópolis (circa 5000 abitanti) conserva importanti testimonianze dell’immigrazione italiana in terra ‘gaucha’. Nel 1905 iniziò la colonizzazione del municipio attuale di Ilópolis, con l'arrivo degli immigrati. Nel 1911, cominciarono ad arrivare i primi colonizzatori italiani, figli e nipoti di immigrati italiani provenienti da Caxias do Sul, Bento Gonçalves e Veranopolis. Venivano attratti dall’ elevata concentrazione di pini,dato che erano taglialegna di mestiere. Nel marzo del 1914, ha ricevuto il nome di Figueira.

Un anno dopo, nel marzo 1915, è stato denominato Ilópolis, nome scelto dal Dr. Alfredo Mutzel, ingegnere capo dell'allora Comitato della Terra e Colonizzazione, il cui significato deriva da: Ilo – dal latino - Erbe e Polis – dal greco - Città "Città dell’erba di campo", per la grande abbondanza di specie forestali nel suo territorio. Il marchio principale dell’italianità di Ilópolis è la rotta “Cammino dei mulini”, un vero e proprio viaggio nostalgico nel passato delle colonie italiane nel sud del paese, in mezzo a un paesaggio privilegiato. I mulini della Valle del Taquari nella ‘serra gaucha’ sono ammirevoli testimonianze dell'immigrazione italiana all'inizio del secolo scorso.
Situato a 10 km dal centro di Ilópolis , il Mulino Vicenzi nacque dalle mani dei fratelli Miotto per macinare il grano e il mais. Nel 1960 Isidoro Lamperti e Riccieri Mucelin acquisiscono il mulino e il territorio circostante. Olivo Vicenzi si inserisce nella società e quattro anni dopo acquisisce piena proprietà, ora chiamata Mulino Vicenzi. Nel 1970, con la crisi del frumento–carta, si chiude la molitura del grano. Il mulino inizia a macinare solo mais e a mondare e brillare il riso.
Nel 1991 le attività di macinazione sono chiuse e l'edificio rimane in totale abbandono. Nel 2000, l'insegnante Cortesão con i suoi studenti del Master in Educazione ambientale della FURG (Università Federale di Rio Grande) visitano il mulino ed i suoi dintorni. Con la sua divulgazione il mulino passa ad essere incluso e cercato come punto turistico di Anta Gorda e Valle del Taquari. Nel 2004 Olivo Vicenzi muore ed i suoi figli amministrano il patrimonio. La coppia Isair e Adelaide Vicenzi decide di recuperare il mulino. Il 21 ottobre, il mulino torna ad essere operativo per la macinatura della farina di mais. A partire dal 2008, il mulino Vicenzi è in pieno funzionamento ed è incluso nel Sentiero dei Mulini.
Ingegnose costruzioni di legno, ricche di poesia, sofisticazione tecnica, lezioni di architettura: testimonianze del lavoro umano. Per le famiglie appena arrivate, questi mulini significavano la conquista di una vita auto - sostenibile con il pane e la pasta come base culinaria ed economica. Ancora una volta integrati nella vita quotidiana delle comunità, i mulini acquistano nuovo slancio e assumono nuovi ruoli.

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