• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Pittura e scultura di Ernesto De Fiori

Pittura e scultura di Ernesto De Fioride Eduardo Fiora 
traduzione di Giuliana Giannessi

Sangue romano nel Modernismo brasiliano
Negli ambienti artistici di San Paolo negli anni ‘30 e ‘40 del XX secolo, solamente l’italiano Ernesto De Fiori avrebbe fatto amici ed avrebbe lasciato un’importante eredità. Nato a Roma nel 1884, ha trascorso gran parte della sua vita a Berlino e Monaco di Baviera. Naturalizzatosi tedesco, ha partecipato alla prima guerra mondiale. Negli anni '30, con l'indurimento del nazifascismo in Europa, lascia la Germania, scegliendo come destinazione il Brasile dove arriva nel 1936. Decedette a San Paolo nel 1945. Il sito del Museu de Arte Contemporânea da USP descrive così il profilo dell'artista.

"Nell’arrivare qui De Fiori riprende pittura e disegno allo stesso tempo continuando il suo lavoro scultoreo. Nel ‘38, per intermezzo di Mário de Andrade, viene presentato al ministro Gustavo Capanema ed al gruppo degli architetti dell’edificio MEC a Rio de Janeiro, che lo invita a fare modelli di sculture da integrare nel nuovo edificio. Nonostante De Fiori abbia progettato una serie per questo scopo, nessuna delle opere venne utilizzata perché i responsabili edili del palazzo avevano considerato il risultato insoddisfacente per i loro obiettivi.
La sua ripresa della pittura ha chiaramente l’intenzione di combattere gli astrattisti, che lo accusavano di alienazione del pubblico di fronte all’arte. I suoi soggetti sono la figura umana, scene di battaglia e le scene di regate - era un velista esperto - pur interessandosi al paesaggio urbano di San Paolo.
Il suo approccio si riferisce ai post-impressionisti, ma in realtà è di forte tendenza espressionista soprattutto nel rapporto cromatico e nel suo tratto sciolto. Nonostante la sua fama in Europa, si può dire che qui in Brasile De Fiori non è stato ricevuto con la considerazione che ci si aspettava da parte di intellettuali ed artisti provenienti da San Paolo, pur avendo avuto contatti diretti con alcuni di loro, come Menotti del Picchia e Paulo Rossi Osir, ed aver partecipato a importanti mostre degli anni '30 e '40, come i tre Saloni di maggio (dal 37al 39 a San Paolo), il II e III Salone della famiglia artistica (39 e 40 a San Paolo) e VII Salone del sindacato degli Artisti Plastici a San Paolo.
L'influenza della sua opera può essere riscontrata, tuttavia, in molti artisti brasiliani, direttamente o indirettamente. Alfredo Volpi, Bruno Giorgi e Joaquim Figueira, che disegnavano con modello vivo insieme con De Fiori, nello studio di Giorgi, nel 1942, sono alcuni esempi, oltre a Gerda Brentani, che fu sua allieva per tre anni; tuttavia, chi sentì maggiormente l' influenza della sua opera, fu Mario Zanini."

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