• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Nuova arma letale contro il cancro

Nanostars by Furmanj uploader at en.wikipediadi Michele Sermone -

Ho avuto un interessante incontro con un mio amico biologo in merito alle nuove tecniche anti tumorali ed ecco l'estratto della chiacchierata.
Forse siamo vicini alla sconfitta del male del secolo, il famigerato tumore - mi ha detto subito trionfante il mio amico biologo - le nanoparticelle distruggeranno le cellule malate.
E quante ce ne vorranno per sconfiggerle, gli chiedo
Almeno qualche miliardo
Qualche miliardo? E dove c'entrano tutte queste nanonparticelle
Semplice, vedi questa capocchia di spillo? Bene solo qui ci stanno comodamente almeno un miliardo di queste nano
Va bene, anche se non credo che stiano proprio comodamente, come dici tu, occupano di certo pochissimo spazio, ma come funzionano?

Alcuni ricercatori del Dartmouth-Hitchock Norris Cotton Cancer Center, presso Manchester, hanno utilizzato questo mezzo per penetrare nelle cellule tumorali e attivare così il sistema immunitario.
Una specie di particelle Kamikaze?
In un certo senso si, perché questo nuovo approccio verso la malattia si pone l’ambizioso obiettivo di superare le barriere difensive del cancro, smascherando le cellule cancerogene e palesandole a quelle dell’immunità.
E una volta smascherate?
Le nanoparticelle indirizzerebbero...
Usi il condizionale, dunque non è ancora operante questa tecnica
È uno studio che ha già fatto molti passi avanti e sicuramente tra qualche anno si potranno utilizzare tranquillamente. Comunque, come ti spiegavo, se non mi interrompi, queste nano lavorano una volta all'interno della cellula malata. Le cellule immunitarie sono pronte a combattere quelle cancerogene, grazie proprio alla loro presenza all'interno della cellula che le aiuta a riconoscere la minaccia e a combatterle convenientemente.
È tutto chiaro, ma ancora non ho capito in che modo
Questo team inglese sta testando la combinazione di calore e nanoparticelle metalliche inattive contenenti oro, argento o ferro. Le nanoparticelle sono impregnate dalle cellule tumorali e attivate attraverso l’applicazione di campi magnetici, raggi infrarossi o onde radio. L’attivazione genera calore e lo sbalzo termico uccide le cellule tumorali.
Dunque queste particelle hanno un forte alleato nel calore
Infatti, l’aspetto sorprendente è che il calore spinge le cellule dell’immunità a riconoscerle e, quindi, ad attaccarle, anche quelle cellule tumorali che non sono state riscaldate.
Possiamo parlare dunque di ipertermia?
Certamente, l’ipertermia locale, non solo distrugge in maniera selettiva le cellule tumorali, ma, e qui sta veramente il successo di questa tecnica, riduce al minimo il danno ai tessuti circostanti ed è in grado di indurre risposte immunitarie anti-tumorali diminuendo di fatto il rischio di ricadute e di metastasi.
Possiamo dire che ormai siamo ad un buon punto perché questa tecnica non sia più fantascienza, ma realtà nei nostri ospedali?
Le cose non stanno proprio così. Non è tutto così semplice. Purtroppo le variabili tecniche sono ancora tante anche se numerosi studi sono in atto nei laboratori di tutto il mondo per affrontare con successo questo problema.
Purtroppo è da quando ero ragazzo che sento dire che stiamo vicinissimi a sconfiggere il cancro, ma poi...
Il campo in cui si opera è veramente difficile, inutile ribadirlo, ma fortunatamente, credimi non voglio creare false speranze, lo stesso prof. Fiering il responsabile del Dartmouth-Hitchock Norris, ha dichiarato che l’approccio clinico non pare essere poi così lontano. La strada, insomma, sembra essere quella giusta.
Speriamo, intanto tienimi informato dei successivi passi di questa nuova tecnica contro i tumori.

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