• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Dal riscaldamento globale all’era glaciale

Dal riscaldamento globale all’era glacialedi Titta Mare - 

Confesso che ormai mi ero convinto a vivere, per i prossimi decenni, nel caldo torrido previsto dai vari metereologi, cominciando ad accumulare bottiglie d'acqua che nei prossimi anni varranno più dell'oro, non per speculazione, ma per pura sopravvivenza.
Intanto, mi preparo all'inevitabile guardando con rassegnazione i documentari dove si sciolgono i ghiacci, s'innalzano i mari con la relativa scomparsa di Venezia o di New York e la possibilità non remota di coltivare l'uva e l'olio addirittura in Groenlandia.
A far cadere però le mie certezze climatiche, ci ha pensato il geofisico Victor Manuel Velasco Herrera dell’università del Messico.

La tesi proposta dallo scienziato è molto semplice: una serie di cambiamenti differenziati determineranno fluttuazioni delle temperature globali verso un clima molto freddo. E allora il caldo?
Il riscaldamento globale c'è e sta provocando un irreversibile scioglimento dei ghiacci polari che, a sua volta, conduce a una progressiva decelerazione della famosa corrente del Golfo, fondamentale per mitigare il clima dell’Europa.
Se lo scioglimento dei ghiacciai, è la tesi Herrera, dovesse ampliarsi ancora, l’eccessivo rallentamento della corrente del Golfo porterebbe ad un netto calo delle temperature registrate nel Vecchio Continente, insomma, altro che caldo torrido, siamo all'inizio di una nuova Era Glaciale che potrebbe durare per molti decenni, almeno fino al 2095, in una sorta di reazione a catena circolare che nel giro di pochi decenni porterebbe alla rinascita dei ghiacciai ai poli.
Questi fenomeni, comunque, non sono eccezionali per la vita del nostro pianeta, geologicamente è un fenomeno avvenuto anche in un passato recente, quando gigantesche masse di ghiaccio si sciolsero, 11.000 anni fa, nella penisola del Labrador, iniziando così un’era glaciale che è durata mille anni.
Ovviamente si parla di ipotesi basate su modelli previsionali, l'unico elemento un po' inquietante è che questi sistemi matematici indicano come avvio del periodo dei ghiacci proprio l’anno in corso, alla faccia di tutti quelli che ci vedevano persi in un mare di sabbia desertica bruciati dal sole.
Leggendo queste profezie del terzo millennio, mi accorgo però, da uomo della strada, che nessuno sa veramente con certezza come sarà il clima non fra mille anni, ma anche fra qualche giorno. Facciamo allora come scrisse Orazio Flacco: "Carpe diem".

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